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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Regno Unito nell’Ue, Farage avverte Burnham: «Sarà uno shock

Il leader di Reform UK attacca l’ipotesi di un nuovo referendum e prepara la sfida elettorale anticipata contro i laburisti.

Lo scontro sul futuro dei rapporti tra Londra e Bruxelles riporta in primo piano la frattura della Brexit. Nigel Farage ha messo in guardia Andy Burnham dall’idea di valutare un ritorno del Regno Unito nell’Unione europea, prospettiva che il premier laburista avrebbe indicato tra le possibili scelte strategiche.

Parlando a Doncaster, nel nord dell’Inghilterra, il leader di Reform UK ha rilanciato la propria offensiva politica dopo un periodo segnato dagli effetti delle polemiche sulle donazioni ricevute da lui e dal partito. Farage sostiene inoltre che il Paese andrà verso elezioni politiche anticipate rispetto alla scadenza del 2029 e ha annunciato l’avvio della campagna per ottenerle.


Farage elenca i costi del ritorno

Secondo l’ex protagonista della campagna per l’uscita dall’Ue, gli elettori comprenderebbero presto le conseguenze di una nuova adesione. Farage ha indicato un esborso annuale di 25 miliardi di sterline, l’ingresso di fatto nell’area Schengen, l’arrivo di almeno 200.000 immigrati ogni anno e l’obbligo di adottare l’euro.

«Si faccia pure avanti ma rischia di subire uno shock», ha detto rivolgendosi a Burnham durante il suo intervento. Il leader di Reform UK ha anche accusato il primo ministro di contraddire l’obiettivo dichiarato di ricomporre le divisioni nazionali: a suo giudizio, un secondo referendum produrrebbe invece uno scontro ancora più duro.

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I Conservatori alzano il livello dello scontro

La prospettiva di riaprire il dossier europeo è stata respinta anche dai Conservatori. La loro leader, Kemi Badenoch, si prepara al congresso del partito d’opposizione, previsto da domenica a Birmingham, mentre il tema dei rapporti con l’Ue resta uno dei terreni principali della competizione politica britannica.

Badenoch ha intanto avanzato una proposta destinata a suscitare discussioni sul sostegno ai giovani senza lavoro. L’idea è revocare il sussidio di disoccupazione agli under 25 che non abbiano completato almeno sei mesi consecutivi di attività lavorativa, indirizzandoli invece verso corsi intensivi finalizzati all’inserimento professionale.

Farage punta così a trasformare la questione europea e quella dell’occupazione giovanile in due assi della sua prossima campagna. La sua sfida al governo laburista si intreccia con la richiesta di anticipare il voto nazionale, anche se la legislatura dovrebbe arrivare alla sua naturale conclusione nel 2029.

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