Rate, il dato che sorprende: anche bollette e funerali finiscono a debito
Il pagamento dilazionato è ormai entrato nelle abitudini degli italiani, spinto dal costo degli acquisti ma anche dalla necessità di proteggere il bilancio familiare.
Per il 57% degli italiani il meccanismo «compra ora, paga dopo», con tre o quattro scadenze proposte soprattutto negli acquisti online, è soltanto un modo per saldare una spesa. Soltanto il 35% lo associa invece a un debito o a un finanziamento.
La rateizzazione, però, non riguarda più soltanto beni costosi o acquisti programmati. Una parte degli intervistati la prenderebbe in considerazione anche per necessità quotidiane, comprese le bollette e le spese legate a un funerale.
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Il bilancio familiare sotto pressione
Il 30% degli intervistati dichiara di ricorrere, o ricorrerebbe, alle rate perché non riuscirebbe a sostenere l’esborso completo in un’unica volta. Un ulteriore 24% preferisce distribuire il pagamento per evitare di sottrarre immediatamente una somma consistente dal conto corrente.
Resta comunque forte la componente di chi non apprezza questa formula: il 34% vuole pagare sempre tutto subito. All’opposto, il 7% sceglierebbe il pagamento frazionato anche quando avrebbe la disponibilità necessaria per chiudere immediatamente la spesa.
Acquisti grandi e bisogni urgenti
Nel corso degli ultimi 12 mesi il 45% degli italiani ha comprato almeno una volta pagando a rate: il 21% lo ha fatto più volte, mentre il 24% soltanto in un’occasione. Un altro 32% considera possibile utilizzare questa soluzione in futuro.
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Le voci più frequenti sono auto, moto e altri mezzi di trasporto, insieme a elettrodomestici, mobili e arredamento: entrambi i gruppi raggiungono il 39%. Seguono lavori e spese per la casa, al 26%, mentre computer e smartphone si fermano al 23%.
Dalle vacanze al funerale
Le emergenze o gli esborsi imprevisti vengono rateizzati, o lo sarebbero, dal 18% degli intervistati. La quota scende al 14% per le vacanze e all’11% per bollette, abbigliamento, accessori e gioielli; scuola, università e formazione arrivano invece al 5%.
Il 6% indica inoltre la spesa alimentare tra quelle che potrebbe dilazionare, mentre l’8% farebbe lo stesso per il funerale di una persona cara. «Quando la rata entra nelle spese che una famiglia non può rimandare, smette di essere una comodità e diventa il termometro di un disagio», ha osservato Martina Donini, presidente di Udicon, richiamando anche l’impatto dell’inverno e del caro energia.
I numeri provengono da una rilevazione dell’Istituto Piepoli commissionata da Udicon, l’Unione per la difesa dei consumatori. L’indagine restituisce così l’immagine di una pratica estesa a molti ambiti, dai trasporti alle necessità essenziali.
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