Ranucci lascia Report e sceglie Rainews24: il ritorno alle origini
Dopo il mancato reintegro deciso dal tribunale, il giornalista ha optato per l’incarico dedicato agli approfondimenti nella testata dove aveva iniziato il suo percorso.
«Torno da dove sono partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo». È questo il senso con cui Sigfrido Ranucci ha accompagnato la chiusura della sua esperienza a Report, rivendicando i vent’anni trascorsi alla guida di una delle trasmissioni più note del giornalismo d’inchiesta italiano e della Rai.
Nel suo messaggio, pubblicato su Instagram, il giornalista ha definito il programma un punto di riferimento della televisione pubblica e dell’informazione investigativa anche internazionale. La presa di posizione è arrivata dopo un ultimo saluto al pubblico, diffuso la settimana precedente attraverso un lungo testo e un filmato nel quale Ranucci appariva intento a preparare gli scatoloni e ad abbandonare la redazione, senza mostrare il volto.
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Il ritorno alla testata degli inizi
La nuova destinazione sarà Rainews24, con un incarico legato agli approfondimenti. Ranucci ha spiegato di avere scelto il canale dopo una fase personale e professionale particolarmente difficile: «Dopo giorni tormentati ho scelto di tornare a Rainews, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report».
Il giornalista ha rivolto un ringraziamento anche a Luca Terzulli e ai colleghi del Tg3, che in una fase complessa gli avevano offerto la possibilità di lavorare nella testata. Ha ricordato di avere mosso lì i primi passi, trentasei anni fa, prima come assistente ai programmi e poi come giornalista, mentre il passaggio a Rainews24 risale al 1999.
A guidare oggi la testata è Federico Zurzolo, al quale Ranucci ha riconosciuto la fiducia. Nel nuovo ambiente ritroverà inoltre alcuni dei colleghi con cui aveva lavorato agli esordi, quando Rainews era appena nata e proponeva un modello di informazione continua in una fase ancora pionieristica.
Le inchieste che hanno segnato il percorso
Nel ricostruire quella stagione, Ranucci ha ricordato il rapporto con Roberto Morrione, indicato come direttore e maestro. Insieme realizzarono servizi sull’impiego dei proiettili all’uranio impoverito e sulla reale natura della missione militare italiana a Nassiriya.
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Tra i lavori citati c’è anche il ritrovamento, nel 2000, di una registrazione perduta con Paolo Borsellino. L’intervista era stata realizzata due giorni prima della strage di Capaci e conteneva le parole del magistrato sui rapporti tra mafia, i fratelli Dell’Utri e Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore.
Ranucci ha inoltre ripercorso l’inchiesta sul fosforo bianco utilizzato a Falluja, realizzata tra il 2004 e il 2005. Secondo il giornalista, quel lavoro, che portò il nome della Rai su un piano internazionale, fu l’elemento che convinse Milena Gabanelli a chiamarlo a Report. Nel suo intervento ha poi sostenuto che armi dello stesso tipo continuino a essere impiegate da Israele a Gaza e in Libano.
La scelta dopo il verdetto
Il nuovo incarico è maturato dopo la decisione del tribunale del Lavoro, che ha respinto la richiesta di reintegro immediato presentata da Ranucci per tornare a svolgere le funzioni di autore e conduttore di Report.
La Rai gli aveva prospettato tre alternative: il ruolo di corrispondente dalla sede del Cairo, un’attività al Tg3 sotto la direzione della testata oppure l’arrivo a Rainews24 con responsabilità sugli approfondimenti. La scelta finale ha dunque riportato il giornalista nel luogo in cui aveva costruito una parte decisiva della propria carriera.
La rimozione dalla guida di Report era avvenuta alla fine di agosto, dopo l’arresto di Valter Lavitola, definito da Ranucci un «amico fraterno». Lavitola è indagato dalla procura di Roma con l’accusa di essere il mandante dell’attentato contro il giornalista, avvenuto nell’ottobre 2025.
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