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Attualità 2 min di lettura55 min fa

Ranieri, il no alla musica e quella canzone arrivata sulla soglia

Per Massimo Ranieri, il ritorno alla musica non era affatto in programma.

Per Massimo Ranieri, il ritorno alla musica non era affatto in programma. Dopo oltre sessant’anni di carriera, l’artista guarda a quella scelta come a una fortuna straordinaria: se Giampiero Artegiani non avesse insistito proprio sulla porta di casa, “Perdere l’amore” forse non sarebbe mai arrivata alla sua voce.

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Una carriera nata quasi per caso

Ranieri ha ripercorso la vicenda durante un’intervista a RTL 102.5, il 26 ottobre. Il racconto parte dalla fine di una lunga tournée teatrale, durata sette mesi, affrontata insieme all’amico Marcello.

Dopo l’ultima recita, a Vicenza, i due salirono su una Fiat Uno diesel diretti a Roma. Il viaggio, consumato tra panini e autostrada, si concluse all’alba, tra le sei e le sette del mattino. Nel pomeriggio Marcello avrebbe dovuto presentargli un autore già annunciato in precedenza, ma Ranieri non aveva alcuna intenzione di ricominciare a cantare.


La canzone decisiva sulla porta

A casa arrivò Giampiero Artegiani, autore che Ranieri ricorda con grande affetto e al quale attribuisce il merito della svolta. L’ospite fece ascoltare alcune composizioni, tutte apprezzate dall’artista, ma tenne per ultima quella più importante.

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Quando stava per andarsene, Artegiani si fermò sulla soglia e chiese di poter proporre un ultimo brano. Ranieri ha ricordato così quel momento: «Io volevo solo andare a dormire, ma lui si siede e mi sciorina questa perla». Era “Perdere l’amore”, una canzone che l’autore aveva quasi dimenticato, ma alla quale teneva particolarmente.


Dal provino al palco di Sanremo

Dopo quell’ascolto inatteso, Ranieri accettò di realizzare un provino. La registrazione fu inviata alla sua precedente casa discografica, CGD, che decise di accoglierla. In quel momento, però, il cantante non pensava ancora al Festival di Sanremo.

Il brano sarebbe diventato la canzone vincitrice dell’edizione del 1988, trasformando un incontro casuale in uno dei passaggi più importanti della sua carriera. Oggi Ranieri definisce quel percorso un autentico momento decisivo e, parlando dei suoi oltre sessant’anni di attività, lo riassume con una parola: «Fortuna enorme».

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