Quindici mesi separati: i gemelli di Gaza ritrovano la madre
Il film di Mohammed Sawwaf segue la sorte di Jowan e Hamoud, nati durante i bombardamenti e divisi dalla guerra prima del fragile ritorno alla famiglia.
Per quindici mesi Jowan e Hamoud vivono lontani dalla madre, affidati alle cure di strutture sanitarie improvvisate e minacciate dalla guerra. La loro storia, seguita dal regista Mohammed Sawwaf in Gaza’s Twins, racconta la separazione, l’attesa e un ricongiungimento destinato a durare poco prima di una nuova fuga.
Due neonati divisi dalla guerra
Nel novembre 2023 Rania è all’ottavo mese di gravidanza e si trova a Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza. Il parto avviene mentre i raid colpiscono la zona e l’ospedale è ormai gravemente danneggiato. Nascono tre bambini: uno non sopravvive, mentre Jowan e Hamoud vengono sistemati in incubatrice.
Per ricevere le cure necessarie, i due neonati sono trasferiti verso sud. La scelta li salva, ma li allontana dai genitori. Rania può seguirne la crescita quasi soltanto attraverso le videochiamate e prepara da Beit Hanoun gli abitini da mandare alla sorella, che si prende cura dei piccoli a Rafah.
La speranza dentro la distruzione
Presentato in doppia proiezione come prima italiana a Mondovisioni 2026, durante il festival di Internazionale a Ferrara, il documentario alterna la devastazione dei luoghi ai gesti quotidiani con cui la popolazione prova a resistere. Gli aiuti vengono lanciati in mare da un aereo lontano, il riso viene ripulito con pazienza e le erbe amare sono raccolte lungo le strade.
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Tra tende, lamiere e rovine trovano spazio anche feste popolari e forme di solidarietà collettiva. Un anziano, osservando ciò che resta di Gaza, ricorda che in passato gli eserciti arabi si mobilitavano. Nel film, invece, è una tregua a permettere il ritorno verso il Nord degli sfollati, trasformandosi però in un passaggio pieno di rischi.
Un ricongiungimento fragile
Quando la famiglia si rimette in cammino, tra carretti, materassi, bombole e pochi oggetti recuperati viaggiano anche i gemelli. Sawwaf filma l’incontro senza forzature: la macchina da presa resta discreta e lascia che siano i gesti dei familiari a mostrare il legame che prova a ricomporsi.
La riunione, tuttavia, non segna la fine dell’emergenza. Rania e i suoi cari sono costretti a spostarsi nuovamente verso sud per sfuggire ai bombardamenti. Le immagini conclusive mostrano una normalità appena ritrovata e subito esposta alla precarietà; Hamoud, che necessita di terapie, diventa così il testimone inconsapevole di una tragedia che coinvolge un’intera popolazione.
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