Quattro anni di lavori al Plaza: cosa succederà al simbolo di New York
Lo storico albergo sulla Fifth Avenue fermerà l’attività a gennaio per un vasto intervento esterno, mentre resta da chiarire il destino dei residenti.
La chiusura scatterà a gennaio e durerà quattro anni, ma il principale interrogativo riguarda chi vive all’interno dell’edificio: non è ancora stato stabilito se i residenti degli appartamenti privati dovranno lasciare temporaneamente le loro abitazioni. Il Plaza, affacciato su Central Park, si prepara così a un lungo restauro della facciata.
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Il cantiere coinvolgerà l’intero edificio
A rendere noto il progetto sono stati i gestori di Fairmont Hotels & Resorts, senza però fornire informazioni precise sull’estensione dei lavori o sul loro costo. L’intervento punta a rinnovare la parte esterna e a garantire la conservazione di una struttura che richiede una manutenzione costante.
L’edificio comprende oggi 282 camere d’albergo e 181 appartamenti. Una parte del complesso fu trasformata in residenze private all’inizio degli anni Duemila; proprio la convivenza tra attività alberghiera e abitazioni rende ancora incerti i provvedimenti necessari durante il cantiere.
Un’icona passata da molti proprietari
Inaugurato nel 1907 all’angolo con Central Park, il Plaza è diventato nel tempo uno dei simboli dell’eleganza newyorkese. La proprietà è cambiata almeno cinque volte e, negli anni Novanta, passò anche a Donald J. Trump: durante quella gestione l’hotel finì in bancarotta.
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Nel corso della sua storia il complesso ha già affrontato diverse ristrutturazioni. Secondo Fairmont, il nuovo piano tiene conto della particolare difficoltà di intervenire su un bene di grande valore storico e architettonico, con l’obiettivo di assicurarne la cura anche nel lungo periodo.
La fortezza francese nel cuore di Manhattan
Il progetto originario porta la firma dell’architetto Henry Janeway Hardenbergh, autore anche del Dakota, sempre a New York. Per la sua imponenza, il Plaza è stato spesso accostato a una fortezza, con una facciata ricca di elementi decorativi.
Nel 1982 il critico di architettura Paul Goldberger lo descrisse come un edificio riconducibile al Rinascimento francese, ma caratterizzato da un’impronta profondamente newyorkese: secondo la sua definizione, era «un castello francese ingrandito fino alle dimensioni di un piccolo grattacielo e arricchito da una miriade di dettagli classici». Fairmont ha spiegato che il restauro dovrà conciliare la tutela di questi elementi con le esigenze operative della proprietà.
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