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Attualità 2 min di lettura58 min fa

Qatar, protocollo anti-bombardamenti per i team della MotoGP

Il circuito di Lusail indica come comportarsi in hotel e durante le sessioni, mentre Yamaha rinuncia al Gran Premio

Il circuito di Lusail ha distribuito ai team della MotoGP un protocollo di sicurezza da applicare in caso di bombardamenti durante il fine settimana del Gran Premio del Qatar, in programma domenica 8 novembre.

Yamaha ha invece deciso di non partecipare alla gara. La casa giapponese è l’unica squadra ad aver compiuto questa scelta dopo le preoccupazioni espresse per la sicurezza dell’evento.

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Le indicazioni negli hotel

Il documento invita piloti, tecnici e personale delle squadre a mantenere la calma e a raggiungere rapidamente un luogo protetto. È vietato avvicinarsi alle finestre, osservare l’esterno o riprendere con il telefono eventuali esplosioni e attacchi.

Negli alberghi, sia durante il giorno sia nelle ore notturne, bisogna usare le scale per arrivare alle aree di sicurezza, senza prendere gli ascensori. Se non ci fosse il tempo necessario per raggiungere il rifugio, l’indicazione è di restare al proprio piano, scegliendo una zona interna lontana dalle finestre e possibilmente vicina a una parete solida.

Qualora non fosse possibile uscire dalla camera, occorre mantenersi il più possibile in basso e sistemarsi sul lato opposto rispetto alle finestre. Le stesse precauzioni valgono indipendentemente dall’orario dell’eventuale emergenza.

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Cosa fare dentro il circuito

All’interno del circuito, ogni squadra dovrà dirigersi verso l’edificio resistente scelto in precedenza come punto di raccolta. Le tende, gli spazi scoperti dell’area box e le costruzioni con facciate in vetro devono essere evitati.

Chi si trova all’aperto dovrà entrare nella struttura più vicina. Se non ci sono edifici raggiungibili, bisognerà abbassarsi al suolo e proteggere la testa.


Le procedure dopo l’allarme

Anche chi si trova a bordo di un veicolo dovrà accostare, scendere e cercare riparo nell’edificio più vicino. Una volta al sicuro, il personale dovrà restare protetto per almeno dieci minuti oppure fino all’annuncio ufficiale della fine dell’emergenza, seguendo la condizione che si verificherà più tardi.

Il protocollo vieta inoltre di raccogliere o fotografare eventuali detriti. I materiali dovranno essere segnalati ai servizi di emergenza locali, mentre ciascuna squadra dovrà controllare che tutti i propri componenti siano stati rintracciati e messi al sicuro.

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