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Attualità 2 min di lettura46 min fa

Pucci difende la sua comicità e attacca la sinistra

Il comico torna sul ritiro da Sanremo 2026 e presenta spettacolo e film in arrivo

Andrea Pucci ha difeso la propria idea di comicità e criticato la sinistra in un’intervista pubblicata il 27 ottobre 2026. Il comico milanese, nome d’arte di Andrea Baccan, ha dichiarato: «La leggerezza è superficialità e derisione? È un pensiero che attribuisco soltanto alla sinistra. Se non sei come loro, se non pensi come loro, se non mangi come loro, allora non va bene».

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Il passo indietro da Sanremo

Pucci è tornato anche sulla rinuncia a Sanremo 2026. Ha spiegato di avere scelto il silenzio e di essersi tirato indietro dopo le polemiche, attribuendo a una lobby e agli ambienti culturali la responsabilità di avere alimentato la vicenda.

«Ho preferito tacere e fare un passo indietro davanti alla lobby e all’intellighenzia», ha raccontato. Il comico ha aggiunto che i risultati ottenuti nella sua carriera gli consentono di non dover affrontare ogni battaglia pubblica.


Gli impegni tra teatro e cinema

Il prossimo 31 ottobre Pucci porterà lo spettacolo “Dove eravamo rimasti?” all’Unipol Dome di Milano. Sono attese 13.000 persone per l’appuntamento con il suo repertorio, che lui definisce espressione di una «comicità del popolo».

Baccan sarà inoltre nel cast del film “Se c’ero dormivo”, diretto da Fausto Brizzi e interpretato anche da Martina Colombari. La pellicola, prevista nelle sale a metà febbraio 2027, viene descritta dal comico come un’opera contraria alla cultura del politicamente corretto.

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Pucci ha raccontato di essersi trovato subito in sintonia con Brizzi, nonostante le differenti posizioni politiche attribuite al regista. Secondo il comico, proprio Brizzi lo avrebbe contattato per proporgli il ruolo nel film.


Le critiche alla televisione

Nell’intervista Pucci ha parlato anche del rapporto con “Zelig” e della minore esposizione televisiva che oggi desidera. Ha sostenuto di conoscere il proprio valore e di avere imparato a proteggersi maggiormente dalle dinamiche dell’ambiente dello spettacolo.

Il comico ha ricordato che, dopo un periodo in cui non veniva invitato alla trasmissione, era stato accolto con particolare affetto da Giancarlo Bozzo, autore storico del programma. In seguito, però, Bozzo avrebbe dichiarato a “Vanity Fair” di non apprezzare i comici di destra, citando proprio Pucci.

«È una battaglia impari, basta», ha concluso il comico, spiegando così la decisione di limitare la propria presenza nei programmi televisivi.

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