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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Province e aree interne attirano più visitatori, servizi insufficienti

Le prenotazioni si allargano a 105 province, ma trasporti e servizi restano un limite per molti territori

Le prenotazioni di escursioni ed esperienze si stanno spostando dai grandi centri verso province e aree interne italiane. La crescita apre nuove opportunità economiche, ma mette in evidenza le carenze di collegamenti e servizi che penalizzano questi territori.

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La domanda oltre le grandi città

Tra il 2021 e il 2025 le prenotazioni nella provincia di Roma sono aumentate di quasi otto volte. Nel territorio veronese l’incremento ha superato il sette per uno, sostenuto anche dall’attrattiva del Lago di Garda; nel 2025, inoltre, le richieste sono cresciute nella provincia mentre diminuivano nel capoluogo.

Anche l’area napoletana mostra un cambiamento nella distribuzione dei flussi: nel 2021 e nel 2022 le esperienze prenotate fuori dalla città hanno superato quelle del centro urbano. I dati arrivano dall’analisi di dieci anni di prenotazioni sulla piattaforma GetYourGuide, realizzata dalla società di consulenza Formules.


I numeri delle aree interne

Nel 2015 il Lazio concentrava il 72% delle prenotazioni di tour. Insieme a Veneto, Lombardia e Toscana arrivava al 97% del totale. Dieci anni più tardi la quota del Lazio è scesa al 39% e la domanda risulta distribuita in tutte le regioni italiane.

Nello stesso periodo il volume complessivo delle prenotazioni in Italia è cresciuto di 36 volte, anche per effetto dell’ampliamento delle attività offerte da GetYourGuide. La piattaforma era presente nel 2025 in 867 Comuni, distribuiti in 105 delle 110 province italiane: il 54% aveva meno di 10mila abitanti, il 35,76% meno di 5mila e il 7,38% meno di mille.

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Territori attrattivi ma fragili

Le aree interne coprono oltre il 60% del territorio nazionale e comprendono circa 4mila Comuni, in prevalenza piccoli, con 13 milioni di residenti. Sono zone spesso lontane da scuole, ospedali e reti di trasporto, esposte allo spopolamento e alla partenza dei giovani.

L’aumento dei visitatori può quindi sostenere economie locali che faticano ad attirare investimenti. Per trasformare questa domanda in un beneficio stabile, tuttavia, resta necessario intervenire sull’accessibilità e sulla disponibilità dei servizi.


La ricerca a Pordenone

Lo studio, intitolato «Ampliare gli orizzonti: le piattaforme online e la diversificazione del turismo italiano», sarà presentato il 5 novembre a Pordenone durante Eureka Expo. L’indagine prende in esame l’evoluzione delle prenotazioni registrate sulla piattaforma nell’arco di un decennio.

L’analisi descrive una presenza turistica ormai distribuita ben oltre i principali centri d’arte. Province e piccoli Comuni entrano così con maggiore frequenza nelle scelte dei visitatori, pur rimanendo condizionati dalle difficoltà legate a collegamenti e infrastrutture.

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