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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bce, un candidato esterno può succedere a Lagarde

Nomura indica le pressioni politiche europee e prevede continuità nelle decisioni sui tassi della banca centrale

Un candidato esterno ai nomi più accreditati potrebbe prendere il posto di Christine Lagarde alla presidenza della Bce.

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Le prossime uscite nel consiglio

Secondo Andrzej Szczepaniak, economista di Nomura, Isabelle Schnabel terminerà il proprio mandato il 3 gennaio 2027, mentre Philip Lane lascerà l’incarico a maggio dello stesso anno. Le due scadenze arriveranno a breve distanza dall’addio di Lagarde.

La concentrazione delle partenze potrebbe favorire un’intesa complessiva sui nuovi ingressi. Per l’analista, la sostituzione di Schnabel dovrebbe ricadere su una personalità tedesca; per Lane, invece, viene indicato come probabile un esponente francese, forse una donna.


Il peso della politica francese

La partenza anticipata di Lagarde, osserva Szczepaniak, permetterebbe a Emmanuel Macron di partecipare alla scelta del nuovo presidente della Bce, invece di lasciare questa responsabilità al suo eventuale successore, indicato nell’analisi come Marine Le Pen.

L’ex presidente della banca centrale francese potrebbe inoltre intervenire più liberamente nel dibattito politico del suo Paese. Senza l’obbligo di mantenere la neutralità legata al suo attuale ruolo, avrebbe infatti maggiore margine per commentare la situazione interna francese.

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Un nome fuori dai favoriti

Pablo Hernandez De Cos e Klaas Knot restano i due candidati citati più spesso per la successione. Il primo è spagnolo, il secondo olandese, ma Nomura ritiene possibile che le trattative tra i governi europei conducano a una soluzione diversa.

«La Bce è un’istituzione politica e, guardando ai precedenti, è plausibile che le dinamiche europee portino alla scelta di un candidato esterno», ha spiegato Szczepaniak. La decisione, quindi, potrebbe non premiare nessuno dei due banchieri centrali oggi considerati in prima fila.


Continuità nelle decisioni

L’avvicendamento al vertice non dovrebbe modificare in modo rilevante la gestione della politica monetaria. L’economista ritiene che il metodo basato sul consenso resterà invariato anche con il nuovo presidente.

«Il processo decisionale di politica monetaria proseguirà regolarmente», ha aggiunto Szczepaniak. La nomina, pur condizionata dagli equilibri politici europei, non dovrebbe dunque produrre cambiamenti significativi nell’indirizzo della Bce.

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