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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Prada, lo spot Disney disegnato a mano scambiato per AI

La campagna invernale 2026 unisce riprese dal vivo e animazione tradizionale per coinvolgere pubblici di età diverse.

La pubblicità invernale 2026 di Prada è stata realizzata con disegni originali Disney, ma sui social molti utenti l’hanno attribuita all’intelligenza artificiale. Il progetto voleva invece riportare al centro la lavorazione manuale dell’animazione classica.

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Il racconto tra neve e animali

Nel filmato, intitolato “Drawing Prada: Animated by Hand”, Sadie Sink, Maya Hawke, Kelvin Harrison Jr., Luther Ford e Chen Haoyu indossano i capi della nuova collezione. Le scene li mostrano in paesaggi innevati, lungo strade di campagna o accanto al fuoco di un camino.

A completare l’ambientazione ci sono creature tipiche delle fiabe animate: conigli, topi e volpi si muovono accanto ai protagonisti. Un topolino entra nelle scarpe a pois bianchi e neri di Sadie Sink, mentre una volpe segue Maya Hawke tra gli alberi. Le immagini combinano riprese dal vivo e illustrazioni ispirate ai grandi classici Disney.


Disegni realizzati fotogramma per fotogramma

La lavorazione è stata affidata a Glen Luchford, che ha tracciato su carta ogni immagine prima di integrarla nelle riprese. La direzione artistica è stata curata da John Pomeroy, entrato negli studi Disney negli anni Settanta e coinvolto in “Le avventure di Bianca e Bernie” e “Red e Toby nemiciamici”.

Pomeroy ha poi lavorato a “Pocahontas”, “Fantasia 2000” e “Atlantis – L’impero perduto”, dopo aver lasciato Disney e aver fondato uno studio indipendente. Per progettare gli animali ha osservato soprattutto i loro movimenti e i loro comportamenti. «L’animazione conferisce alle storie una dimensione che il cinema dal vivo non può raggiungere», ha spiegato.

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Il messaggio rivolto alle generazioni

Prada puntava a riunire spettatori cresciuti con i film Disney in videocassetta e giovani attratti da tecniche analogiche che non hanno vissuto direttamente. Il riferimento riguarda tanto i genitori degli attuali trentenni e quarantenni quanto la generazione Z, interessata alle forme artistiche precedenti all’era digitale.

Secondo Pomeroy, il disegno manuale doveva rendere visibile il contributo umano e dimostrare che una produzione artigianale può ancora trovare spazio nella comunicazione contemporanea. La scelta di Miuccia Prada e Raf Simons, responsabili della direzione creativa, si è quindi discostata dai procedimenti automatizzati sempre più frequenti nella pubblicità.


Il sospetto nato sui social

La particolare cura delle immagini ha prodotto però l’effetto opposto a quello sperato. Molti utenti hanno interpretato la resa fiabesca come il risultato di strumenti digitali, anche perché l’intelligenza artificiale consente di realizzare contenuti in tempi brevi e con costi inferiori rispetto a una lavorazione affidata agli animatori.

Per questo la campagna è diventata un caso curioso: il tratto che cercava di celebrare la manualità è stato scambiato proprio per una creazione automatica. La produzione ha richiesto invece settimane di lavoro, dalla realizzazione degli schizzi all’unione dei disegni con le immagini filmate.

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