Opposizioni contro Meloni: targhe personalizzate da 600 euro
Conte, Serracchiani e Fratoianni criticano la proposta annunciata durante la conferenza sulla legge di bilancio
Il governo ha annunciato la possibilità di richiedere targhe personalizzate, con un costo di 600 euro per le automobili e 360 euro per le moto. La proposta ha provocato la reazione immediata dei partiti di opposizione.
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La proposta del governo
Giorgia Meloni ha parlato dell’ipotesi durante la conferenza stampa dedicata alla presentazione della Manovra. Secondo la presidente del Consiglio, gli italiani potranno affidarsi alla propria creatività nella scelta delle combinazioni, versando una somma per ottenere la targa personalizzata.
L’annuncio è arrivato mentre il governo illustrava le misure economiche. Proprio il contrasto tra il nuovo servizio a pagamento e le difficoltà legate a inflazione, energia e redditi ha alimentato le critiche delle opposizioni.
L’attacco di Giuseppe Conte
Giuseppe Conte ha contestato la priorità assegnata all’iniziativa, ricordando che il Consiglio dei ministri si è riunito senza approvare il decreto sulle bollette. Il leader del Movimento 5 Stelle ha richiamato il calo dei salari reali, la contrazione industriale, l’aumento della cassa integrazione, il prezzo dei carburanti oltre i 2 euro e il livello record della pressione fiscale.
Conte ha definito la legge di bilancio una raccolta di interventi limitati, destinati a platee ristrette e accessibili soltanto dopo il rispetto di numerosi requisiti. Ha inoltre messo a confronto le risorse per la difesa e quelle previste per la sanità: 4,5 miliardi in più per le armi nel 2027 contro 2,5 miliardi per il servizio sanitario, una cifra inferiore a quella richiesta dal ministro competente e dalle Regioni.
A corredo del suo intervento, il presidente del M5S ha pubblicato un’immagine realizzata con l’intelligenza artificiale. La targa attribuita al governo, secondo Conte, riporterebbe la scritta: «Carovita, me ne frego».
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Le critiche del Partito democratico
Debora Serracchiani, deputata e componente della segreteria nazionale del Partito democratico, ha giudicato sorprendente l’annuncio e ha accusato l’esecutivo di occuparsi di targhe invece di affrontare le difficoltà quotidiane.
Tra le emergenze indicate dalla parlamentare figurano il caro energia, il costo dei carburanti, l’aumento generale dei prezzi e la stagnazione degli stipendi. Serracchiani ha sostenuto che la comunicazione politica del governo non possa continuare a nascondere l’assenza di risposte a famiglie e imprese.
Fratoianni attacca la Manovra
Anche Nicola Fratoianni, esponente di Alleanza Verdi-Sinistra, ha respinto l’impostazione della legge di bilancio. A suo giudizio, le nuove spese rinviano il problema del debito e trasferiscono gli effetti delle decisioni attuali su chi governerà in futuro.
Fratoianni ha collegato il costo delle targhe alle difficoltà di chi deve già destinare le proprie risorse a cibo, cure mediche, affitto e utenze. Rivolgendosi all’esecutivo, ha concluso: «Il vostro governo ha fallito. Non siete in grado di dare risposte al Paese».
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