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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Prestito Ue, proposta da 45 miliardi all'Ucraina per il 2027

La Commissione ha chiesto al Consiglio di approvare la seconda metà del finanziamento complessivo da 90 miliardi

La Commissione europea ha sottoposto al Consiglio la proposta per assegnare all’Ucraina altri 45 miliardi di euro nel 2027. La somma costituisce la parte ancora da erogare del prestito complessivo da 90 miliardi previsto per il biennio 2026-2027.

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Il contributo del Canada

Al vertice Ue-Canada di Montréal, il primo ministro Mark Carney ha confermato che Ottawa metterà inizialmente a disposizione 500 milioni di euro. Il premier canadese ha definito il prestito un meccanismo efficace per sostenere Kiev e ha elogiato il lavoro svolto da Ursula von der Leyen e Antonio Costa per la sua costruzione.

Costa ha accolto l’impegno del Canada come una prova della collaborazione con l’Ucraina. Il presidente del Consiglio europeo ha detto: «Lavoriamo fianco a fianco per sostenere l’Ucraina, di fronte alla guerra di aggressione condotta dalla Russia da quasi cinque anni».


Il sostegno ai servizi pubblici

Secondo von der Leyen, la decisione europea dovrebbe garantire maggiore continuità finanziaria a Kiev e contribuire al funzionamento dei servizi essenziali. La presidente della Commissione ha inoltre indicato il rafforzamento dell’aiuto all’Ucraina tra le priorità discusse a Montréal.

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Von der Leyen ha aggiunto: «Offriamo all’Ucraina una prevedibilità quanto mai necessaria e contribuiamo a mantenere i servizi pubblici essenziali». Ha poi sollecitato, insieme agli alleati, ulteriori pressioni sulla Russia affinché interrompa l’aggressione militare.


Cooperazione tra Ue e Ottawa

Durante l’incontro, Unione europea e Canada hanno concordato di ampliare la collaborazione nei settori della sicurezza e della difesa. Il piano prevede anche rapporti industriali più stretti e la partecipazione canadese al programma Safe.

Il Canada è il primo Paese non appartenente all’Unione europea ad aderire a quel programma, ha ricordato Costa. L’intesa raggiunta a Montréal affianca quindi il nuovo contributo finanziario agli impegni comuni in materia di difesa.

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