Porti, documentario sulle proteste dei lavoratori contro la guerra
Il film di Andrea Pecci e Marco Caligari ripercorre scioperi, Flotilla e mobilitazioni nei porti di cinque continenti
Il documentario «Nemmeno un chiodo» racconta le proteste dei portuali contro la guerra e il loro sostegno alla popolazione palestinese. L’opera è firmata da Andrea Pecci e Marco Caligari.
Douglas
-30% su ordini da 129€ da Douglas
Le proteste nei porti
Una delle testimonianze raccolte nel film ricorda l’ingresso dei lavoratori nella dogana dopo l’apertura delle sbarre. Il gesto, raccontato come prova della possibilità di fermare le attività, riassume il rapporto tra le parole dei portuali e le iniziative concrete nei luoghi di lavoro.
Il documentario prende le mosse dalle mobilitazioni dell’autunno 2025, concentrandosi in particolare sugli scioperi del 22 settembre e del 3 ottobre. In quelle giornate l’adesione è stata descritta come molto ampia, con la partecipazione di studenti, attivisti e rappresentanti sindacali.
Dalla Flotilla agli scioperi
Il racconto segue anche le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, impegnate nel trasporto di cibo destinato alla popolazione palestinese. Una marinaia spiega di aver scelto di cambiare radicalmente la propria vita dopo aver assistito alla situazione a Gaza e al genocidio denunciato nel documentario.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Secondo la ricostruzione proposta dai due autori, il movimento ha unito la dimensione marittima alle iniziative organizzate sulla terraferma. Nei porti, le mobilitazioni hanno fatto emergere nuove forme di organizzazione operaia, legate alle rivendicazioni sindacali e all’attenzione verso la Palestina.
Lo sciopero del 30 ottobre
Le idee nate durante quelle proteste hanno superato i confini nazionali e si sono diffuse in diversi contesti portuali nel mondo. Il 30 ottobre 2026 i sindacati hanno quindi proclamato uno sciopero in oltre 100 porti distribuiti su 5 continenti.
La mobilitazione è stata accompagnata da una rivendicazione precisa: «I portuali non lavorano per la guerra». È questo il messaggio che conclude il percorso raccontato da «Nemmeno un chiodo», tra attività sindacale, solidarietà internazionale e opposizione al trasporto di materiali destinati ai conflitti.
Continua a leggere
Midterm Usa, la guerra all’Iran pesa sulla sconfitta di Trump
Il presidente riconosce l’impatto del caro benzina, ma difende l’operazione e promette benefici nel lungo periodo.
A Crans-Montana i feriti non dovranno rimborsare le cure
Guy Parmelin ha comunicato la decisione a Giorgia Meloni, che ha espresso soddisfazione e sostegno alle famiglie
Norme Natura, la revisione Ue partirà entro il 2027
Il piano riguarda direttive su uccelli, habitat e aree protette, mentre ambientalisti e scienziati chiedono di non indebolirle.
Diaco e Ravagnani, il caso della domanda sulla sessualità
L’intervista ha provocato critiche e prese di distanza, ma il dibattito chiede di distinguere indiscrezione e offesa