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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Polonia, scontro sui giudici: Tusk evoca la legge della giungla

Migliaia di manifestanti hanno circondato la Corte costituzionale dopo il blocco dell’insediamento di cinque magistrati

La crisi istituzionale polacca è esplosa a Varsavia, dove migliaia di persone hanno circondato la Corte costituzionale per contestare l’insediamento di cinque giudici scelti dal Parlamento. I magistrati attendevano da mesi di entrare in carica.

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La protesta davanti alla Corte

La mobilitazione si è svolta tra venerdì e sabato e ha riunito i sostenitori dell’area legata a Jarosław Kaczyński, contrapposta al governo europeista guidato da Donald Tusk. La manifestazione ha segnato una nuova fase dello scontro tra le istituzioni polacche.

Al centro della contestazione c’è la decisione dell’esecutivo di procedere con la nomina dei cinque giudici. Il loro insediamento è stato ostacolato fisicamente, mentre attorno alla sede della Corte si concentravano migliaia di persone.

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Nawrocki e l’accusa di Tusk

Il presidente Karol Nawrocki è comparso con la scorta e si è opposto all’ingresso in carica dei magistrati. Il braccio di ferro coinvolge così il capo dello Stato, l’area conservatrice e il governo guidato da Tusk.

Il primo ministro ha denunciato il rischio di una rottura dell’ordine istituzionale. «No alla legge della giungla», ha affermato Tusk, accusando i suoi avversari di mettere in pericolo lo Stato di diritto.

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