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Tusk sospende il capo della Corte, Nawrocki respinge i giudici

La polizia protegge la sede di Varsavia mentre due schieramenti rivendicano la guida dell’organo giudiziario

Il premier Donald Tusk ha rimosso il presidente della Corte costituzionale polacca, mentre il capo dello Stato Karol Nawrocki continua a respingere alcune nomine parlamentari.

La Commissione europea ha chiesto alle autorità di Varsavia di garantire la piena operatività della Corte nel rispetto della Costituzione e delle sentenze europee. «Spetta alle autorità polacche garantire che il Tribunale costituzionale possa funzionare in conformità con la Costituzione polacca e nel rispetto della giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia dell'Ue», ha dichiarato un portavoce dell'organismo all'Afp.


Il braccio di ferro sulle nomine

Nawrocki ha rifiutato di prestare giuramento a cinque magistrati scelti dal Parlamento, bloccando di fatto il rinnovo dell'organo. La Commissione gli ha quindi sollecitato la convalida di otto nuovi giudici.

Il presidente aveva incontrato esponenti della maggioranza centrista e dell'opposizione nazionalista per cercare una soluzione alla crisi politica e istituzionale. Il confronto non ha però risolto la disputa sulla composizione della Corte.


Due vertici alla Corte

A Varsavia la polizia antisommossa ha presidiato l'edificio della Corte costituzionale, raggiunto da gruppi nazionalisti. La contrapposizione ha prodotto una situazione inedita: due schieramenti si attribuiscono contemporaneamente la legittima direzione del massimo organo giudiziario.

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La giudice Anna Korwin-Piotrowska, richiamando la propria anzianità, ha emesso un'ordinanza urgente contro il presidente Bogdan Swieczkowski e il vicepresidente Bartlomiej Sochanski. Il provvedimento ne ha disposto la sospensione temporanea; Korwin-Piotrowska ha poi assunto la guida provvisoria della Corte, contestando ai vertici precedenti irregolarità e ostacoli all'attività dei magistrati indicati dal nuovo Parlamento.


Le origini dello scontro politico

La contesa nasce dalle trasformazioni della giustizia varate tra il 2015 e il 2023 dal partito Diritto e Giustizia (PiS). Quelle misure avevano accresciuto l'influenza dell'esecutivo sui tribunali e sui meccanismi di selezione, provocando un lungo conflitto con l'Unione Europea per il rispetto dello stato di diritto.

Dopo la vittoria elettorale, Tusk ha cercato di cancellare l'impianto costruito dal precedente governo. Il suo programma comprende la sostituzione o la decadenza dei giudici ritenuti privi di legittimità o vicini alla precedente maggioranza, una linea osteggiata da Nawrocki e dalla destra nazionalista.

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