Politica, fondi privati in calo: chieste nuove regole
Nel 2025 raccolti 16,281 milioni, minimo dal 2018; resta aperto il confronto sulla trasparenza delle attività di pressione
I finanziamenti privati ai partiti italiani sono diminuiti nel 2025, raggiungendo il livello più basso dal 2018.
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Le regole sulle attività di pressione
Federico Anghelè, direttore di The Good Lobby Italia, ha chiesto di modificare il disegno di legge sulle attività di pressione, già approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato. A suo giudizio, il testo rischia di lasciare senza pubblicità una parte consistente dei rapporti tra portatori di interessi e decisori pubblici.
Secondo i calcoli presentati dall’organizzazione, più del 50% degli incontri potrebbe restare escluso dagli obblighi di trasparenza. Le esenzioni riguarderebbero anche associazioni datoriali e sindacali. «Altrimenti sarà un’operazione puramente cosmetica», ha avvertito Anghelè, chiedendo un intervento per rendere la disciplina più ampia ed efficace.
Partiti e finanziatori privati
Sul finanziamento alla politica, The Good Lobby Italia ha rilevato anche una scarsa attenzione da parte del governo e della maggioranza. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Avs hanno scelto di non accettare più contributi provenienti da imprese o privati: una forma di autoregolamentazione che, secondo Anghelè, non può sostituire una riforma generale.
«Serve un’azione di sistema», ha detto il direttore durante l’incontro dedicato all’Osservatorio Moneytor. L’appello riguarda soprattutto la tracciabilità delle somme che non transitano più dai partiti, ma arrivano direttamente a candidati, associazioni e fondazioni.
I numeri del 2025
Tra il 2020 e il 2025 i partiti hanno raccolto complessivamente circa 134,4 milioni di euro in contributi privati. Nell’ultimo anno le entrate si sono fermate a 16,281 milioni, con una riduzione del 20,1% rispetto al 2024 e una distanza marcata dai quasi 33 milioni registrati nel 2022.
I dati preliminari sono stati illustrati da Aiste Galinyte e Roberto Giambelli per Transparency International Italia, nel corso dell’iniziativa ospitata dalla Fondazione Lelio e Lisli Basso, a Roma. L’aggiornamento definitivo sarà disponibile a novembre, dopo la conclusione dei tempi previsti per la rendicontazione delle erogazioni.
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Lega prima per contributi
La Lega è risultata il partito con la raccolta più elevata nel 2025, pari a 4,325 milioni di euro. Seguono Forza Italia con 3,048 milioni e il Movimento 5 Stelle con 2,698 milioni; Fratelli d’Italia ha registrato 2,271 milioni, mentre il Partito Democratico si è fermato a 1,914 milioni.
Anche considerando il triennio 2023-2025, la Lega mantiene il primato nella capacità di ottenere risorse. Transparency International Italia ha descritto due modelli distinti: alcune forze, tra cui Partito Democratico, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle, fanno affidamento soprattutto sulle trattenute applicate agli stipendi degli eletti; Forza Italia e Lega raccolgono invece somme rilevanti dal settore privato.
Fondazioni fuori controllo
Vincenzo Smaldore, intervenuto per Fondazione Openpolis, ha spiegato che la contrazione delle entrate dei partiti dipende anche dal trasferimento dei finanziamenti verso i singoli eletti. Nei bilanci delle forze politiche compaiono spesso le quote versate dagli eletti, mentre acquistano peso le tesorerie dei gruppi parlamentari e dei Consigli regionali.
Attorno ai politici sono inoltre nate associazioni, comitati e fondazioni capaci di ricevere donazioni, organizzare eventi e convegni, ottenere sponsorizzazioni o raccogliere ricavi attraverso attività editoriali. Questo rende più complesso ricostruire l’origine delle risorse e verificare chi sostenga effettivamente l’attività politica.
Transparency International Italia ha individuato soltanto tre soggetti collegati a partiti o politici nazionali che hanno dichiarato le donazioni ricevute nel 2025. Le fondazioni, pur essendo sottoposte per legge a obblighi simili a quelli dei partiti, potrebbero non comunicare tutti i contributi oppure utilizzare modalità che consentono di evitare gli adempimenti.
Anghelè ha ricordato che una rilevazione di alcuni anni fa stimava in oltre 100 le fondazioni politiche presenti in Italia. Per questo The Good Lobby Italia propone una revisione della legge Spazzacorrotti del 2019 e una definizione più precisa delle categorie di fondazione e associazione politica.
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