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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Orsini chiede regole uguali per artigiani e imprese

Il presidente di Confindustria denuncia rischi per salari, contributi e concorrenza nella revisione della legge sull’artigianato.

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, chiede che la revisione della legge quadro sull’artigianato garantisca condizioni uniformi per tutte le imprese. Al centro della sua posizione ci sono i possibili effetti su salari, contributi previdenziali e concorrenza.

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I rischi per lavoratori e imprese

Secondo Orsini, alcune attività di natura sostanzialmente industriale potrebbero ricorrere alla qualifica giuridica di impresa artigiana per ottenere vantaggi economici e contributivi. Una simile situazione, a suo giudizio, finirebbe per alterare il confronto tra aziende che operano negli stessi settori.

“Il problema non è l’artigianato. Il problema è chi pretende di utilizzare una definizione giuridica per ottenere vantaggi economici e contributivi che nulla hanno a che vedere con la vera natura dell’impresa artigiana”, ha affermato Orsini parlando della riforma.

Il presidente di Confindustria avverte inoltre che i lavoratori potrebbero ritrovarsi con contratti e retribuzioni meno favorevoli. Anche il sistema previdenziale rischierebbe di subire conseguenze, se imprese impegnate nelle medesime attività versassero contributi differenti.


La richiesta di trasparenza

Orsini sostiene che le imprese orientate alla crescita potrebbero essere spinte a limitare investimenti e sviluppo per restare all’interno di un ambito considerato più conveniente. Ne deriverebbe, secondo la sua analisi, un incentivo a mantenere artificialmente ridotte le dimensioni aziendali.

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“Non è accettabile che la crescita del perimetro associativo diventi più importante della crescita delle imprese italiane”, ha dichiarato. Per il presidente di Confindustria, il sistema dovrebbe favorire aziende capaci di investire, innovare e riconoscere salari più elevati.


Il nodo della rappresentanza

La presa di posizione riguarda anche il ruolo delle associazioni di categoria. Orsini chiede che venga chiarito se la priorità sia la tutela degli artigiani oppure la conservazione del sistema di rappresentanza e delle relative risorse economiche.

Confindustria, ha ricordato, riunisce oltre 140mila imprese e quasi 5,5 milioni di lavoratori. Le aziende aderenti scelgono liberamente di iscriversi e rinnovano ogni anno la partecipazione valutando i servizi ricevuti e l’attività di rappresentanza.

Il presidente ha infine richiamato i diversi meccanismi di finanziamento e contribuzione presenti nella rappresentanza artigiana, chiedendo su questi aspetti un confronto trasparente. L’obiettivo indicato è assicurare pari regole alle imprese, senza differenze legate soltanto alla loro classificazione giuridica.

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