Pnrr agli sgoccioli, Orsini avverte: servono scelte industriali
Il presidente di Confindustria chiede al governo una manovra selettiva, più risorse per imprese e competenze e una revisione delle regole energetiche europee.
Con il Pnrr ormai vicino alla conclusione, per Emanuele Orsini la prossima legge di Bilancio dovrà concentrarsi su pochi obiettivi strutturali. Il presidente di Confindustria invita l’esecutivo a sostenere gli investimenti, rafforzare la formazione e abbandonare interventi frammentati privi di una prospettiva di lungo periodo.
L’appello è arrivato a Taormina, durante il Forum Education & Open Innovation di Confindustria “L’Odissea delle Intelligenze”. Nel confronto sulla manovra, Orsini ha riconosciuto il valore della solidità dei conti pubblici, utile anche per la credibilità internazionale dell’Italia, ma ha chiesto una strategia industriale definita.
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La fine del Pnrr impone nuove risorse
Secondo il presidente di Confindustria, l’esaurimento progressivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza rende urgente individuare nuovi strumenti per non rallentare la capacità produttiva. La priorità, ha spiegato, è mantenere alta la spesa per investimenti attraverso l’iperammortamento e il rafforzamento della Zes unica.
Orsini ha citato proprio l’esperienza della Zes in Sicilia come esempio di misura capace di attivare capitali, occupazione e nuovi progetti. Un altro punto riguarda le piccole aziende: favorirne le aggregazioni, ha osservato, può aumentare la produttività e consentire alle imprese di crescere più rapidamente.
Nel suo intervento, il leader degli industriali ha sintetizzato così la richiesta al governo: «Servono poche cose, ma inserite in una visione di lungo periodo». L’obiettivo è evitare una legge di Bilancio composta da interventi occasionali e scollegati tra loro.
Competenze e capitali per crescere
Accanto agli incentivi per i macchinari, Orsini considera decisivo il capitolo della formazione. Le imprese dovranno confrontarsi con intelligenza artificiale, calcolo quantistico e robot umanoidi: tecnologie che, secondo il presidente di Confindustria, richiederanno professionalità sempre più specializzate.
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Per questo la manovra dovrebbe destinare risorse anche alla preparazione dei lavoratori e all’avvicinamento dei giovani all’industria. Orsini ha richiamato la necessità di valorizzare il merito e di favorire un saldo più equilibrato tra chi parte per formarsi all’estero e chi decide di rientrare in Italia.
L’altro fronte indicato riguarda l’attrazione di capitali con un orizzonte paziente. I fondi pensione dispongono di 440 miliardi di euro in investimenti, mentre i depositi degli italiani non impiegati ammontano a 1.500 miliardi. Per Confindustria, creare condizioni per indirizzare una parte di queste risorse verso crescita, sanità e scuola è una delle sfide centrali.
Energia, l’Europa deve cambiare passo
Orsini ha poi commentato l’approvazione dei nuovi parametri del sistema Ets per il periodo 2026-2030, che dovrebbe garantire una maggiore disponibilità di quote gratuite per l’industria. Il presidente ha giudicato positivo l’allentamento deciso a livello europeo, pur ritenendolo ancora insufficiente rispetto alle esigenze delle aziende.
Il nodo principale resta il costo dell’energia. A suo giudizio, l’Unione europea non può più rinviare la costruzione di un vero mercato comune dell’energia né continuare a fissare regole che rischiano di penalizzare soltanto le proprie imprese.
«Non possiamo fare politica sulla pelle degli imprenditori europei», ha affermato Orsini, criticando un approccio ancora condizionato dall’ideologia. La transizione, ha aggiunto, dovrebbe basarsi anche sulla neutralità tecnologica, perché le scelte compiute finora avrebbero contribuito alla perdita di capacità industriale dell’Europa.
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