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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Pippo Baudo, omaggio Rai contestato: la scelta di Tiziana

La figlia del conduttore ha disertato l’inaugurazione dello studio di Saxa Rubra dedicato al padre, criticando la vendita del Teatro delle Vittorie.

L’intitolazione di uno studio Rai a Pippo Baudo non ha riunito la famiglia del conduttore. Alla cerimonia di Saxa Rubra, organizzata prima della prima puntata stagionale di Ballando con le stelle, non hanno partecipato né la figlia Tiziana né il figlio Alessandro. Un’assenza motivata, secondo Tiziana, dalla volontà di non sostenere un omaggio che considera incoerente con la storia professionale del padre.

Intervenuta a poche ore dalla diretta di Rai1, la figlia ha chiarito che la sua scelta non è dipesa da una dimenticanza o da una mancanza di rispetto. «Ho deciso di non partecipare per una questione di coerenza», ha spiegato, riconoscendo comunque alla Rai il dovere di ricordare una delle figure centrali della sua televisione.


Il teatro resta il nodo irrisolto

Il punto contestato riguarda soprattutto il Teatro delle Vittorie, luogo legato ai grandi spettacoli Rai e a una parte decisiva della carriera di Baudo. La struttura, che ha ospitato anche Mina, Raffaella Carrà, Mike Bongiorno, Corrado e Fiorello, è stata inoltre il teatro dell’ultimo saluto al conduttore.

Tiziana ha ricordato che il padre si era impegnato personalmente affinché il teatro non fosse trasformato in un supermercato e venisse invece acquistato dalla Rai. Per questo, a suo giudizio, è difficile considerare l’intitolazione dello studio di Saxa Rubra un riconoscimento adeguato, mentre proprio quel luogo simbolico rischia di essere dismesso.

L’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi aveva presentato il nuovo studio come risposta alle critiche sulla cessione di spazi non più ritenuti utili dall’azienda. Una spiegazione che non ha convinto la figlia, secondo la quale la memoria di Baudo non può essere separata dalla tutela degli ambienti che hanno segnato il suo percorso.

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Fiorello e Arbore avevano protestato

La vicenda del Teatro delle Vittorie aveva già provocato le reazioni di Renzo Arbore e Fiorello. Quest’ultimo aveva definito la vendita «un crimine contro lo spettacolo italiano», mentre il ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva assicurato di voler fare tutto il possibile sulla questione.

Durante la trasmissione La pennichella su Radio2, Fiorello aveva anche letto un messaggio ricevuto dal ministro, nel quale Giuli ribadiva l’impegno delle istituzioni. Rossi, dal canto suo, aveva escluso l’ipotesi che il teatro potesse diventare un supermercato e aveva manifestato la disponibilità della Rai a collaborare a un eventuale progetto museale fornendo i contenuti necessari.


La memoria non passa solo dalle targhe

Per Tiziana, una targa o il nome assegnato a uno studio rappresentano soltanto una parte del riconoscimento. «La memoria si difende anche salvaguardando i luoghi, la loro storia e il significato che custodiscono», ha affermato, spiegando di non voler avallare un gesto percepito come formale o compensativo.

La figlia del conduttore, scomparso nel 2025, ha respinto l’idea di aver cercato lo scontro. La sua decisione, ha concluso, nasce dal desiderio di restare fedele a un principio che Pippo Baudo considerava essenziale nella vita privata e nel lavoro: la coerenza.

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