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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Pietracatella, nuova perquisizione nella casa della famiglia Di Vita

Gli investigatori sono entrati nell’abitazione legata al caso della ricina; previsto il dissequestro al termine delle verifiche

Una nuova perquisizione è stata eseguita nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella, in provincia di Campobasso.

Gianni Di Vita ha chiesto che gli accertamenti facciano chiarezza sul caso che ha coinvolto la moglie Antonella e la figlia Sara. «Non ho paura di nulla perché non ho nulla da nascondere. Voglio solo che questa storia finisca il prima possibile», ha detto ieri durante un’intervista televisiva e a un’emittente molisana.

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Lo sfogo di Gianni Di Vita

Il padre di Sara e marito di Antonella ha spiegato di temere che l’ipotesi di un delitto possa trasformarsi per lui in una seconda tragedia. Ha comunque ribadito di sperare che la vicenda abbia un’altra spiegazione, ritenendo legittimo nutrire questo auspicio proprio per il legame con le due donne.

Di Vita ha aggiunto di volere la verità per ragioni di giustizia e per poter ritrovare serenità insieme ad Alice. Ha inoltre raccontato di aver cambiato quattro abitazioni negli ultimi dieci mesi, lasciando Pietracatella anche per consentire alla ragazza di affrontare l’esame di maturità a Campobasso.


Gli accertamenti nell’abitazione

Gli agenti della Questura di Campobasso hanno raggiunto lo stabile poco dopo le 9. Si tratta dell’immobile in cui abitavano anche Sara Di Vita, 15 anni, e la madre Antonella, 50 anni, entrambe avvelenate con la ricina nel dicembre 2025.

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Secondo le informazioni disponibili, una volta terminata l’attività investigativa l’abitazione dovrebbe essere dissequestrata. La nuova verifica si aggiunge agli accertamenti già svolti nell’ambito dell’indagine.


Le critiche alla stampa

Nel suo intervento, Di Vita ha contestato anche la pressione esercitata dai giornalisti sulla famiglia. Ha sostenuto che negli ultimi mesi siano circolate ricostruzioni diverse, tra riferimenti a un segreto custodito da Sara e presunti legami con un esponente politico.

«Posso rettificare tutti i giorni quello che la stampa si inventa oppure ricostruisce?», ha detto, lamentando la difficoltà di vivere sotto una costante attenzione mediatica pur non essendo imputato.

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