Piazza del 24 ottobre: nella chat convivono minacce e dissenso
Nel gruppo WhatsApp nato per organizzare il presidio di Milano emergono rabbia contro le istituzioni, proposte violente e una forte opposizione a furti e vandalismi.
La vera incognita del presidio del 24 ottobre non riguarda soltanto quante persone arriveranno a Milano, ma quale atteggiamento prevarrà in piazza. Nella chat WhatsApp che riunisce giovani provenienti da diverse regioni italiane convivono infatti l’insofferenza verso istituzioni e forze dell’ordine, propositi estremi e il tentativo di tenere la protesta lontana da saccheggi e distruzioni.
Il gruppo, nato per i partecipanti milanesi, si è allargato a ragazzi delle Marche, del Veneto e della Sicilia. Tra i messaggi si alternano organizzazione pratica, sfoghi e discussioni sul significato della manifestazione. Il confronto mostra due orientamenti molto diversi: da una parte chi invoca lo scontro, dall’altra chi considera furti e vandalismi un tradimento delle ragioni della protesta.
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La rabbia sfocia nelle minacce
Alcuni utenti guardano alle rivolte avvenute in Francia e auspicano che anche il corteo italiano assuma forme violente. In chat compaiono proposte di attaccare le auto della polizia, colpire le questure e arrivare a un confronto diretto con i rappresentanti delle istituzioni. Tra i messaggi più estremi si legge: «Dobbiamo far fuori i politici», mentre un altro partecipante arriva a evocare «una bomba a Montecitorio».
Le minacce non restano sempre sul piano delle parole. In pochi casi vengono condivisi filmati di scatoloni contenenti fuochi d’artificio di grandi dimensioni, compresi articoli illegali come Cobra 15 e Megabomb. Un partecipante propone anche una vendita diretta nell’area milanese; alla richiesta di fumogeni, un altro risponde parlando della ricerca di una pistola semiautomatica. Si tratta di episodi isolati all’interno della conversazione, ma indicativi del tono assunto da alcuni interventi.
Il rapporto con la polizia alimenta ulteriormente la tensione. Dopo gli scontri dello scorso fine settimana, diversi ragazzi sostengono che alcuni manifestanti, anche minorenni, siano stati trattati ingiustamente. Le accuse agli agenti arrivano insieme alla richiesta che le regole vengano applicate anche a chi dovrebbe garantire l’ordine pubblico. In un passaggio particolarmente grave, un utente incita alla violenza fisica contro i poliziotti.
Saccheggi, il freno arriva dalla chat
Le discussioni prendono di mira anche negozi e grandi marchi. Vengono citati Foot Locker, Victoria’s Secret e i magazzini Apple, con l’idea di trasformare la protesta in un’occasione per sottrarre merce. Altri partecipanti fanno però notare che i dispositivi elettronici possono essere bloccati e rintracciati, riducendo la possibilità di rivenderli.
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A prevalere, almeno in diversi scambi, è il rifiuto del saccheggio. Una ragazza spiega il funzionamento dei codici di attivazione dei prodotti Apple e chiarisce perché portarli via dai depositi sarebbe inutile. Da lì la discussione si sposta sul piano morale: molti invitano a non colpire i negozi e sostengono che la protesta dovrebbe indirizzarsi contro il governo, non contro le attività commerciali.
Un messaggio riassume questa posizione con parole nette: «Non siete fighi/e a rubare e spaccare vetrine». Altri ricordano che i danni ricadrebbero sulla collettività attraverso le tasse, mentre un partecipante minaccia di intervenire se qualcuno tentasse di rubare nel luogo in cui lavora. Anche il tema della violenza divide quindi il gruppo: per alcuni sarebbe l’unico modo per farsi ascoltare, per altri trasformerebbe il presidio in semplice devastazione.
Da tutta Italia verso Milano
La mobilitazione non appare limitata al territorio lombardo. Alcuni utenti annunciano viaggi in treno di diverse ore per raggiungere il capoluogo, anche con l’intenzione dichiarata di provocare disordini qualora la manifestazione restasse pacifica. Nel gruppo partecipano adolescenti e giovani adulti, con differenze anagrafiche evidenziate dagli stessi iscritti.
Resta dunque aperta la questione di quale delle due anime della chat si presenterà davvero in piazza il 24 ottobre. Le conversazioni mostrano una protesta capace di raccogliere malcontento su scala nazionale, ma anche profondamente divisa tra chi cerca lo scontro e chi prova a separare la contestazione politica da minacce, furti e vandalismi.
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