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Attualità 2 min di lettura55 min fa

Piantedosi: cortei garantiti, nessuno scontro con i magistrati

Il ministro difende le forze dell’ordine, condanna le violenze e rivendica le scelte del governo sulla manovra

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha escluso uno scontro tra governo e magistratura sul caso Youssef Siher e ha difeso la gestione delle proteste. Nel corso di un’intervista ha ribadito che il diritto di manifestare deve essere tutelato, distinguendolo dagli episodi di violenza.

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Il caso Siher e i giudici

Secondo Piantedosi, il fermo di Siher non è il risultato di un errore investigativo né di una decisione politica. La vicenda, ha spiegato, si è svolta nelle sedi giudiziarie: prima l’ipotesi accusatoria sostenuta dalla procura, poi la decisione diversa assunta dal giudice per le indagini preliminari.

Il ministro ha confermato la propria fiducia nel lavoro degli investigatori e dei magistrati. «Il rispetto reciproco tra le istituzioni è un principio irrinunciabile», ha affermato, chiarendo che il confronto sulle decisioni non impedisce di esprimere critiche. Per Piantedosi, le valutazioni differenti non devono trasformarsi in un conflitto tra poteri dello Stato.


Manifestazioni e ordine pubblico

Sul fronte dei cortei, il titolare del Viminale ha respinto l’idea di una limitazione del dissenso. «Il diritto di manifestare è parte integrante della vita democratica e sarà sempre garantito», ha dichiarato, sostenendo che le forze dell’ordine intervengono per prevenire reati e tutelare la sicurezza, non per colpire le opinioni.

La preoccupazione riguarda soprattutto i gruppi organizzati che, secondo il ministro, possono sfruttare le mobilitazioni per alimentare scontri e disordini. Per questo Piantedosi ha difeso perquisizioni e fermi eseguiti sulla base di elementi ritenuti concreti e con il coordinamento dell’autorità giudiziaria.

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Ha inoltre invitato le forze di opposizione a condannare senza ambiguità ogni forma di violenza. La linea indicata dal ministro separa quindi la libertà di protesta dalle condotte che possono provocare danni o mettere a rischio l’incolumità delle persone.


Manovra e proteste degli autotrasportatori

Parlando delle contestazioni legate al costo della vita e alla legge di bilancio, Piantedosi ha difeso l’azione dell’esecutivo. Governare, ha spiegato, significa scegliere le priorità, rispondere delle decisioni prese e mantenere il confronto con chi esprime posizioni contrarie.

Tra gli elementi attribuiti al lavoro del governo ha citato l’aumento dell’occupazione, il contenimento del differenziale dei titoli di Stato, la crescita del turismo e la diminuzione degli sbarchi e dei reati.

Restano possibili nuove iniziative degli autotrasportatori. Il ministro ha riconosciuto le difficoltà del comparto, aggravate anche dalle tensioni internazionali, e ha richiamato il tentativo di bilanciare le richieste della categoria con il diritto dei cittadini a usufruire dei servizi pubblici essenziali. «Abbiamo garantito il diritto di protesta con quello dei cittadini di usufruire dei servizi pubblici essenziali», ha detto.

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