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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Perito Moreno, arretramento record: quasi un chilometro in 100 giorni

Il ghiacciaio simbolo della Patagonia ha perso 910 metri tra febbraio e giugno, superando il precedente primato osservato nel 1899

Il Perito Moreno, uno dei ghiacciai più noti della Patagonia argentina, ha registrato un arretramento eccezionale: in appena 100 giorni, tra febbraio e giugno, il suo fronte ha perso 910 metri. Il dato supera quello rilevato nel 1899 dal geologo tedesco Rudolf Hauthal, quando il ritiro si era fermato a 750 metri.

La velocità del fenomeno mette in discussione l’immagine di ghiacciaio stabile che per anni ha distinto il Perito Moreno. Un’analisi congiunta di Glaciarium, centro dedicato all’interpretazione dei ghiacciai, e degli specialisti del Parco Nazionale Los Glaciares segnala infatti un’accelerazione della recessione.


Un equilibrio che ora vacilla

Il ghiacciaio era considerato uno dei pochi ancora in grado di mantenere un rapporto sostanzialmente equilibrato tra perdita e recupero di massa. Durante l’inverno, secondo le osservazioni disponibili, riusciva a ricostituire il ghiaccio consumato nei mesi estivi e autunnali.

Il nuovo arretramento indica però che questo meccanismo potrebbe non essere più sufficiente. La riduzione osservata in un periodo così breve rappresenta una discontinuità rispetto alla reputazione di stabilità finora associata al Perito Moreno.


Il ruolo dell’ancoraggio sommerso

Tra le cause individuate dagli esperti c’è il cambiamento della dorsale subglaciale che, in passato, contribuiva a sostenere e stabilizzare il fronte. Lo studio parla di un suo assottigliamento accompagnato dal progressivo arretramento del punto di ancoraggio.

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La conseguenza è una maggiore estensione della zona in cui il ghiaccio entra in contatto con l’acqua. Questo favorisce la fusione nella parte sommersa e il distacco di grandi blocchi, il fenomeno noto come calving.


Il rischio di un processo irreversibile

Secondo l’analisi, la combinazione tra fusione sottomarina e distacchi accelera ulteriormente il ritiro del fronte. Il ghiacciaio entra così in una dinamica capace di alimentarsi da sola, con effetti sempre più rapidi sulla sua struttura.

Gli esperti avvertono che il processo potrebbe diventare irreversibile. Il dato dei 910 metri persi in 100 giorni assume quindi un significato particolare: non indica soltanto un nuovo record storico, ma segnala una trasformazione del comportamento di un ghiacciaio a lungo ritenuto stabile.

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