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Attualità 2 min di lettura56 min fa

Per i casi gravi si valuta l’estensione dell’esenzione 045

I dati italiani indicano 1,4 milioni di persone colpite e costi sostenibili per estendere le tutele sanitarie

Alla Camera si è discusso dell’estensione dell’esenzione 045 ai pazienti con psoriasi a placche severa. La richiesta arriva alla vigilia della Giornata mondiale della Psoriasi, in programma il 29 ottobre, e si basa sui dati del progetto Radar-Psoriasi.

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I numeri della malattia

L’analisi, promossa da Apiafco e realizzata da CliCon sui dati amministrativi di Asl riferiti a circa sei milioni di assistibili, stima in 1,4 milioni le persone con psoriasi in Italia. L’incidenza annua raggiunge 179,4 nuovi casi ogni 100mila abitanti, un valore superiore a quello registrato per il morbo di Crohn e per l’artrite reumatoide.

La patologia è cronica, autoimmune, infiammatoria e non contagiosa. Nelle forme più complesse può compromettere in modo rilevante la vita quotidiana e associarsi a disturbi autoimmuni, cardiometabolici, renali, epatici, infettivi e oncologici. Secondo i dati presentati da Marco Romanelli, il rischio di mortalità risulta 1,1 volte maggiore rispetto alla popolazione generale.


L’accesso alle cure

Soltanto il 9% dei pazienti con psoriasi beneficia oggi dell’esenzione 045. Tra coloro che ne sono privi, il 3% riceve farmaci biologici e il 7% terapie sistemiche non biologiche: nel complesso, sono circa 137mila le persone senza esenzione trattate con medicinali sistemici, compresi quelli biologici.

Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha spiegato che molti pazienti devono pagare personalmente gli esami necessari per iniziare e controllare le cure. L’estensione dell’esenzione avrebbe, secondo le stime illustrate durante l’incontro, un costo annuo compreso tra 6,3 e 9,9 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale.


Le richieste alle istituzioni

Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera e promotore della conferenza, ha chiesto maggiore attenzione per le forme severe e un confronto stabile tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni dei pazienti. L’obiettivo indicato è adeguare le tutele alla reale gravità della malattia.

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Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ha individuato due interventi: ampliare le esenzioni previste dai Livelli essenziali di assistenza e aggiornare la programmazione sanitaria nazionale, a partire dal prossimo Piano sanitario nazionale e dal Piano nazionale della cronicità.


Assistenza e carenza di specialisti

Luca Degli Esposti, amministratore unico di CliCon, ha presentato Radar-Psoriasi come uno strumento per misurare il percorso dei pazienti nella pratica clinica e individuare i bisogni ancora privi di risposta. I dati, ha osservato, mostrano una malattia che non riguarda soltanto la pelle, ma richiede controlli continuativi e una presa in carico articolata.

Aldo Cuccia, consigliere nazionale dell’Associazione dermatologi-venereologi ospedalieri italiani e della sanità pubblica, ha segnalato anche la scarsità di dermatologi negli ospedali pubblici. Tra le proposte figurano nuovi concorsi nelle strutture con maggiore carenza di personale e una collaborazione formativa più stretta tra università e ospedali, per attirare e trattenere i giovani specialisti.

Ilenia Malavasi, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli hanno sostenuto che le evidenze raccolte dal progetto possono offrire una base concreta per valutare l’impatto economico dell’ampliamento dell’esenzione e ridurre le differenze territoriali nell’accesso alle cure.

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