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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Pentagono, il fronte latinoamericano può cambiare le truppe Usa

Washington valuta di spostare alcune capacità militari dall’Europa mentre aumentano le operazioni contro i cartelli della droga in America Latina

La pressione sui cartelli della droga potrebbe modificare la distribuzione delle forze statunitensi nel mondo. Parte dei reparti oggi dislocati in Europa potrebbe infatti essere trasferita nell’emisfero occidentale, dove l’amministrazione di Donald Trump sta ampliando l’impegno militare e diplomatico.


L’Europa potrebbe cedere responsabilità

L’ipotesi è stata illustrata da Pete Hegseth, segretario alla Guerra degli Stati Uniti, che ha collegato l’eventuale ridislocazione anche alla richiesta di una partecipazione più consistente degli alleati della Nato nella difesa convenzionale del continente europeo.

Il Pentagono sta conducendo una verifica della presenza militare statunitense in Europa. Il lavoro, della durata prevista di sei mesi, dovrebbe concludersi a dicembre e punta a trasferire ai partner europei una parte maggiore degli incarichi oggi sostenuti da Washington.


Nuove operazioni contro i cartelli

Nel frattempo, gli Stati Uniti stanno rafforzando la loro attività nell’America centrale e meridionale. Hegseth ha indicato nuove opportunità di collaborazione con Ecuador, Honduras, Guatemala e Panama, mentre la Casa Bianca intensifica la campagna contro le organizzazioni coinvolte nel traffico di droga.

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Dallo scorso settembre le forze statunitensi hanno compiuto almeno 70 attacchi nei Caraibi e nel Pacifico orientale contro imbarcazioni ritenute legate ai traffici illeciti. Secondo l’amministrazione, le operazioni hanno provocato la morte di 234 persone, definite “narcoterroristi”.


Il coinvolgimento diretto in Ecuador

Un ulteriore passaggio si è verificato la settimana scorsa, quando circa 50 militari e agenti statunitensi hanno preso parte ad azioni terrestri in Ecuador contro persone sospettate di appartenere a gruppi dediti al traffico di droga.

Hegseth ha ribadito che Washington considera il confronto con i cartelli una guerra e che, di conseguenza, il dispositivo militare verrà adattato alle nuove esigenze operative. L’eventuale arrivo di capacità provenienti dall’Europa si inserirebbe quindi in una strategia più ampia, legata sia alla sicurezza dell’emisfero occidentale sia alla redistribuzione degli oneri tra gli alleati.

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