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Attualità 2 min di lettura4 giorni fa

Peng Liyuan a Washington: la mossa culturale che accompagna Xi

Museo, studenti e patrimonio: la first lady cinese usa la visita negli Stati Uniti per mettere in primo piano lingua e cultura, mentre a Washington si muovono anche i dossier più delicati.

L’attenzione su Peng Liyuan a Washington non riguarda solo l’agenda diplomatica di Xi Jinping. A colpire è stata soprattutto la scelta di mettere al centro musica, studenti e patrimonio culturale, in un momento in cui Pechino cerca di presentarsi con un volto più morbido negli Stati Uniti.


Studenti e museo al centro della scena

Il passaggio più visibile della visita è stato l’incontro con gli allievi della Hope Chinese School, che hanno eseguito alcuni brani in cinese, compresa Jasmine Flower. Peng li ha seguiti da vicino, cantando a bassa voce e applaudendo, poi ha rivolto un invito chiaro ai ragazzi americani: continuare a studiare lingua e cultura cinesi e farsi, secondo Xinhua, “ambasciatori di amicizia” tra i due Paesi.

Poco prima, la first lady cinese aveva incontrato Melania Trump al National Museum of Asian Art dello Smithsonian. Le due hanno visitato la Peacock Room e altre sezioni dedicate all’arte asiatica, in una tappa che ha dato alla giornata un tono più simbolico che politico.


Cultura e diplomazia si intrecciano

La visita è durata circa 45 minuti e ha offerto a Peng l’occasione per insistere sui legami culturali tra Cina e Stati Uniti. Nel corso dell’incontro, ha anche espresso apprezzamento per la restituzione di reperti cinesi da parte americana e ha auspicato una collaborazione più intensa sulla tutela del patrimonio.

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La sua immagine pubblica conta molto in questo tipo di messaggio. Ex cantante dell’Esercito popolare di liberazione, Peng è considerata molto più esposta rispetto alle first lady cinesi del passato, e per questo la stampa internazionale la legge spesso come uno strumento di soft power: una leva fatta di sensibilità personale, cultura e relazioni umane, mentre Xi e Donald Trump affrontano questioni ben più dure nei colloqui bilaterali.

In questo quadro, la presenza di Peng a Washington diventa parte della strategia con cui la Cina prova ad affiancare alla diplomazia ufficiale una narrazione più accessibile. Musica, lingua e musei servono così a costruire un messaggio parallelo, che punta a rafforzare l’immagine del Paese oltre la dimensione dei negoziati.

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