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Attualità 2 min di lettura15 ott

Pendolari lombardi, la sfida delle 5mila firme: cosa cambia sui rimborsi

La proposta “Lombardia si muove” punta a rendere automatici gli indennizzi per ritardi e cancellazioni e chiede dati più chiari sulla puntualità dei treni.

Oltre 2.000 persone hanno già aderito alla proposta di legge regionale nata per migliorare il servizio ferroviario lombardo. Il traguardo decisivo è fissato a quota 5.000 sottoscrizioni: solo una volta raggiunta quella soglia il testo potrà arrivare all’esame del Consiglio regionale.

La mobilitazione ruota soprattutto attorno a una richiesta concreta: restituire agli abbonati Trenord un indennizzo automatico quando il viaggio subisce ritardi, cancellazioni o altri disservizi. La raccolta firme farà tappa sabato 17 alla stazione di Pavia, dalle 9:30, con l’obiettivo di coinvolgere altri pendolari.

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Il nodo dei rimborsi automatici

La campagna “Lombardia si muove” chiede di ripristinare il sistema che riconosceva direttamente il rimborso agli abbonati. Quel meccanismo è rimasto in vigore fino al 2023, mentre oggi il viaggiatore deve presentare una richiesta, compilare la relativa modulistica e trasmetterla alla società di trasporto.

Secondo i promotori, il passaggio a una procedura su domanda ha ridotto drasticamente le somme effettivamente restituite. «Togliendo l’automatismo i rimborsi sono crollati da 5,7 milioni a circa 100mila euro, non perché il servizio sia migliorato, ma perché è diventato più difficile ottenerli», sostengono i promotori dell’iniziativa.

Luca Testoni, consigliere comunale e segretario di Alleanza Verdi e Sinistra, ha definito critica la situazione del trasporto pubblico locale e ferroviario. A suo giudizio, la proposta dovrebbe rafforzare le tutele dei viaggiatori e contribuire a innalzare gli standard di qualità e sicurezza.


Più dati su ritardi e cancellazioni

Tra gli obiettivi della legge c’è anche una maggiore chiarezza sulle prestazioni del servizio. I pendolari chiedono che vengano pubblicate con regolarità le percentuali, ma anche i dati dettagliati, relativi alle corse arrivate in ritardo e a quelle soppresse.

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In passato i prospetti mensili utilizzati per calcolare gli indennizzi indicavano anche il numero dei treni cancellati. Oggi, secondo i promotori, la comunicazione si limiterebbe più spesso a un dato percentuale, rendendo meno immediata la verifica dell’effettivo andamento del servizio.


La raccolta firme arriva a Pavia

L’appuntamento di sabato 17 sarà organizzato davanti alla stazione di Pavia a partire dalle 9:30. La sottoscrizione, al momento, deve essere effettuata fisicamente: in Lombardia non è prevista la firma attraverso internet per le iniziative di legge popolare.

Giulio Guastini di +Europa, coordinatore nazionale della campagna, ha osservato che la partecipazione potrebbe essere molto più ampia se fosse possibile aderire in rete. Alla mobilitazione prendono parte anche Giovani Democratici, Alleanza Verdi e Sinistra, Radicali, Ora!, Possibile, Volt e Azione.

L’iniziativa resta per ora circoscritta alla Lombardia, ma il problema riguarda una platea più ampia di pendolari. Tommaso Bernini, consigliere a Pavia e segretario di Azione, ha segnalato che i disservizi sono frequenti e che il collegamento ferroviario con Milano non garantisce i tempi attesi, con conseguenze anche sullo sviluppo della città.

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