Milano, la protesta si spezza: Meloni chiede una condanna senza ambiguità
Dopo gli scontri in diverse città, la premier attacca chi non prende posizione mentre Sala distingue tra motivi della protesta e violenze.
La mobilitazione nata online con il nome “Italia in piazza” ha assunto un tono diverso quando, tra i partecipanti, sono comparsi alcuni gruppi di giovani vestiti di nero e con il volto coperto. A Milano il corteo è stato interrotto dopo gli scontri, mentre disordini e misure precauzionali hanno interessato anche Torino e Bologna.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
Meloni: il dissenso non giustifica il caos
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito che scendere in piazza rientra nei diritti dei cittadini, ma ha separato nettamente questo principio dagli episodi di devastazione. In un messaggio pubblicato sui social ha ricordato il lancio di pietre contro gli agenti, i feriti tra le Forze dell’Ordine e i danneggiamenti registrati a Milano.
La premier ha inoltre citato i fermi effettuati a Torino, dove alcune persone sarebbero state trovate con sanpietrini e martelletti frangivetro, e la chiusura temporanea della stazione ferroviaria di Bologna dopo le tensioni. Rivolgendosi alle opposizioni, ha chiesto una presa di posizione priva di ambiguità: «Ogni reticenza diventa giustificazione», ha scritto, sostenendo che il rifiuto della violenza debba essere unanime.
Dalla maggioranza è arrivata anche la reazione di Matteo Salvini, che ha attribuito gli scontri a centri sociali e gruppi di giovani definiti con espressioni fortemente polemiche. La Lega ha poi riproposto l’idea di introdurre una cauzione per le manifestazioni considerate a rischio, con l’obiettivo di coinvolgere economicamente gli organizzatori nel caso di danni.
La Lega insiste sulla cauzione
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari e il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni hanno sostenuto, in una nota comune, che chi provoca devastazioni debba rispondere anche sul piano economico. Secondo i due esponenti leghisti, la proposta prevede garanzie finanziarie per gli eventi ritenuti più esposti e mira a evitare che il costo dei danneggiamenti ricada sulla collettività.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La Lega ha annunciato la disponibilità di un emendamento e ha ribadito che la libertà di manifestare resta tutelata, mentre aggressioni e distruzioni non possono essere considerate parte della protesta. La proposta si inserisce nel confronto politico seguito agli episodi avvenuti nei tre capoluoghi.
Sala separa protesta e violenza
Da Milano, il sindaco Giuseppe Sala ha condannato gli attacchi alle forze dell’ordine e i danni provocati alla città, pur riconoscendo che le motivazioni alla base della manifestazione potevano essere comprensibili. La sua posizione distingue quindi il contenuto della protesta dalle modalità con cui una parte dei partecipanti ha agito.
Sala ha anche invitato i partiti a non trasformare l’accaduto in uno strumento di consenso elettorale. A suo giudizio, la politica dovrebbe affrontare la fase attuale con prudenza e responsabilità, invece di alimentare ulteriormente lo scontro.
Continua a leggere
Francia in rivolta, Batman tra le fiamme: la scena a Lione
Circa 800mila persone sono scese in piazza in Francia, mentre a Lione un manifestante mascherato è comparso tra i resti dell’ufficio turistico incendiato.
Targa scolorita, il conto può superare 200 euro: ma c’è una via gratuita
La pellicola riflettente di alcune targhe si deteriora e può causare problemi alla revisione o ai lettori automatici: a Trento le richieste sono in aumento.
Tirana in fiamme: tre edifici colpiti dalle molotov
Incendi e attacchi nel centro della capitale albanese: prese di mira la Banca centrale, la Corte Suprema e una banca distante 300 metri.
Leone XIV torna in Vaticano: cosa succede dopo l’operazione
Dopo cinque giorni al Gemelli, il Pontefice è stato dimesso e domani guiderà l’Angelus; resta da chiarire la sua presenza all’udienza generale di mercoledì.