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Attualità 3 min di lettura55 min fa

Parma 2027, la sfida è dare ai giovani il potere di decidere

La città prepara un percorso verso il 2027 fondato sulla partecipazione diretta delle nuove generazioni e su strumenti destinati a restare oltre l’evento.

La Youth Voluntary Review raccoglie priorità, proposte e problemi indicati dalle nuove generazioni sull’Agenda 2030 e sulle questioni ancora irrisolte. Il documento, portato a luglio all’attenzione delle Nazioni Unite, nasce dal confronto tra giovani, istituzioni, università, ricerca, società civile e imprese.

Questionari, laboratori locali e contributi progettuali hanno permesso di costruire una base di lavoro utile anche per l’aggiornamento della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. L’obiettivo è rendere le politiche pubbliche più coerenti con una prospettiva capace di considerare insieme le diverse generazioni.


Un modello destinato a durare

Parma punta a trasformare il percorso verso il 2027 in un’esperienza che non si esaurisca con la conclusione delle iniziative. La città vuole diventare un laboratorio europeo di partecipazione giovanile, lasciando a disposizione metodi e strumenti utilizzabili anche negli anni successivi.

Il programma prevede otto “piazze operative”, concepite come spazi nei quali discutere e mettere a punto proposte concrete. Niccolò Del Soldato, del Consiglio Locale dei Giovani, ha descritto la piazza come un luogo in cui le persone possono incontrarsi, confrontarsi e lavorare alla costruzione di soluzioni.

L’ambizione, però, non riguarda soltanto il territorio parmense. Del Soldato auspica che esperienze simili al Consiglio Locale dei Giovani possano nascere in altre città italiane e che il lavoro realizzato a Parma diventi un’eredità condivisibile con altri Comuni.


La partecipazione entra nelle decisioni

Per Emma Nicolazzi Bonati, presidente del Comitato Parma EYC2027, il punto centrale è consentire ai ragazzi di sedere nei luoghi in cui si prendono le decisioni. «Portare i giovani nei tavoli di decisione, non soltanto essere rappresentati da altri, ma poter rappresentare noi stessi» è la direzione indicata dalla presidente.

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Anche Martino Volta, componente del Consiglio Locale Giovani di Parma, ha sottolineato la necessità di superare un coinvolgimento limitato alla semplice consultazione. «Non vogliamo limitarci a chiedere alle istituzioni cosa intendano fare per le nuove generazioni: vogliamo essere nelle condizioni di costruire insieme le risposte», ha affermato.

Questa impostazione è stata ribadita da Beatrice Aimi, assessora alla Comunità Giovanile del Comune di Parma. Secondo Aimi, la partecipazione deve incidere sulla formazione delle politiche pubbliche e non fermarsi alla fase dell’ascolto.


Il percorso verso Parma 2027

Il progetto è stato avviato con il primo appuntamento della Road to Parma Capitale Europea dei Giovani 2027, organizzato dal Comitato Parma Capitale Europea dei Giovani insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’incontro ha inaugurato una serie di quattro appuntamenti, ciascuno dedicato a una diversa “via della trasformazione”.

La prima tappa, intitolata “Via delle Culture e delle Politiche per la Sostenibilità”, ha riunito giovani, rappresentanti istituzionali e imprese. Il confronto ha riguardato sia le misure necessarie per affrontare le sfide ambientali e sociali, sia il contributo che le nuove generazioni possono offrire nella definizione e nella realizzazione degli interventi.

Tra gli strumenti discussi figura anche “Sostienimi”, iniziativa pensata per mettere in relazione le esperienze maturate in Italia e all’estero con i bisogni emersi a livello locale. Il programma ha favorito lo scambio tra giovani italiani e stranieri e professionisti del settore privato, creando un collegamento tra competenze, proposte e territorio.

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