Parigi mette il veto sul bilancio Ue: la condizione per dire sì
La presidenza francese contesta l’impostazione basata soprattutto sulla riduzione della spesa e chiede nuove entrate comuni di peso.
Il negoziato sul bilancio dell’Unione europea per il periodo 2028-2034 si apre con una presa di posizione netta della Francia. Alla vigilia del vertice di Bruxelles, l’Eliseo ha fatto sapere che Parigi non sosterrà un’intesa priva di nuove risorse comuni considerate adeguate alle ambizioni europee.
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Parigi alza la posta
Secondo la presidenza francese, la proposta attualmente in discussione mostra limiti evidenti perché concentra l’attenzione quasi esclusivamente sulla diminuzione delle uscite. Un’impostazione che, agli occhi di Parigi, non sarebbe sufficiente per sostenere le priorità dell’Unione nel prossimo ciclo finanziario.
L’Eliseo ha quindi fissato una condizione precisa per il via libera: «Non ci sarà accordo» senza «risorse proprie sostanziali» destinate all’Europa. La dichiarazione arriva mentre i governi si preparano a confrontarsi sul futuro quadro finanziario pluriennale.
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Il nodo delle nuove entrate
La posizione francese sposta il confronto dai soli tagli alla necessità di individuare fonti di finanziamento aggiuntive per l’Unione. Parigi ritiene infatti che il progetto sul tavolo non offra, allo stato attuale, un equilibrio sufficiente tra contenimento della spesa e capacità di intervento europea.
Il tema sarà dunque al centro delle discussioni a Bruxelles. La presidenza francese non ha indicato quali strumenti dovrebbero garantire queste entrate, ma ha chiarito che la loro consistenza sarà determinante per arrivare a un’intesa sul bilancio 2028-2034.
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