Parigi, la protesta esplode nel centro: l’accusa di Bruckner a Mélenchon
Dopo gli scontri davanti a un liceo del Marais, il filosofo francese critica la strategia attribuita al leader della sinistra radicale.
Le tensioni nate nelle periferie hanno raggiunto anche il cuore di Parigi, dove ieri mattina Pascal Bruckner ha assistito a tafferugli davanti a un liceo del Marais. Il filosofo e saggista francese non considera inatteso il nuovo movimento di protesta.
Secondo Bruckner, le manifestazioni ripropongono un copione già visto. L’intellettuale ha definito quella dinamica un «solito rito di passaggio», ma ha rivolto le critiche più dure a Jean-Luc Mélenchon.
La rivolta arriva nel Marais
Bruckner si è trovato a osservare gli incidenti direttamente dalla sua abitazione, affacciata sulla zona interessata dalle proteste. Il dato che sottolinea è il passaggio della contestazione dalle aree periferiche al centro della capitale.
L’episodio si è verificato davanti a un liceo, in uno dei quartieri centrali di Parigi. Per Bruckner, tuttavia, l’elemento di novità non riguarda tanto la protesta in sé quanto la sua estensione nel cuore della città.
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L’accusa rivolta a Mélenchon
Nel commentare gli avvenimenti, il filosofo ha indicato Mélenchon come una delle figure che alimenterebbero la mobilitazione. A suo giudizio, il leader politico soffierebbe sul malcontento invece di contribuire a ridurre la tensione.
Bruckner sostiene inoltre che Mélenchon, consapevole di non poter prevalere alle prossime elezioni presidenziali, avrebbe scelto di puntare sull’esasperazione dello scontro. Il filosofo considera questa linea politica molto pericolosa, perché mira a trasformare ogni conflitto in una situazione esplosiva.
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