Parigi blindata contro le proteste: Macron accusa l’ultrasinistra
Divieti fino a stasera in quattro città francesi dopo gli scontri del fine settimana, mentre il governo prepara un massiccio dispositivo di sicurezza per sabato.
Il governo francese risponde all’ondata di proteste con divieti e misure di sicurezza rafforzate. A Parigi, Lione, Lille e Grenoble le manifestazioni previste per oggi non potranno svolgersi, mentre Emmanuel Macron ha convocato all’Eliseo i vertici dell’intelligence e diversi ministri per analizzare le violenze del fine settimana e preparare la gestione dei prossimi cortei.
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Macron alza il livello dello scontro
Al termine della riunione del Consiglio di sicurezza, il presidente ha accusato alcuni gruppi radicali di voler mettere in discussione le istituzioni. «Sabato ci sono stati atti politici e sediziosi organizzati da gruppi organizzati dell’ultrasinistra che mirano a far cadere la Repubblica», ha dichiarato Macron.
Il capo dello Stato ha riconosciuto anche lacune nella preparazione delle autorità e ha parlato di elementi imprevisti emersi durante la giornata di sabato. Ha inoltre ricordato che la magistratura sta procedendo con le indagini: secondo il presidente, ci sono stati diverse migliaia di fermi e diverse centinaia di arresti con successiva incarcerazione.
Nelle città scatta il divieto
A Parigi il provvedimento resterà in vigore fino alle 20 e riguarderà un’ampia parte della capitale. Le aree interessate comprendono i dintorni dell’Eliseo, le sedi delle due Camere, le principali stazioni ferroviarie e alcune zone centrali già colpite da saccheggi.
Le prefetture hanno motivato le restrizioni con il timore di nuovi disordini. Durante il fine settimana, giovani con il volto coperto si erano scontrati con la polizia, mentre alcuni negozi erano stati saccheggiati e diverse automobili erano state incendiate. La decisione è stata contestata da chi la considera una compressione del diritto di manifestare.
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La protesta non si ferma
I gruppi studenteschi delle scuole superiori e delle università hanno fatto sapere di voler proseguire la mobilitazione anche durante le vacanze scolastiche autunnali, iniziate questa settimana. Le iniziative di oggi erano considerate anche un passaggio verso la manifestazione nazionale prevista sabato, alla quale potrebbero unirsi gli attivisti dei gilet gialli.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha incontrato ieri i rappresentanti dei sindacati e ha annunciato per sabato un dispositivo di sicurezza «massiccio», pensato per impedire nuove violenze da parte di gruppi ristretti di rivoltosi. I sindacati, tuttavia, hanno giudicato l’incontro privo di proposte concrete e stanno già guardando alla prossima giornata di mobilitazione, fissata per il 5 novembre, invitando alla partecipazione sia i dipendenti pubblici sia quelli del settore privato.
Dalle scuole alla crisi sociale
Le proteste sono partite il mese scorso da un liceo di Créteil, nella periferia sud-orientale di Parigi, dove gli studenti denunciavano la scarsità di personale. In seguito scioperi, blocchi degli istituti e cortei si sono estesi ad altri sobborghi della capitale e poi a numerose città francesi, comprese quelle più piccole.
Le richieste iniziali riguardavano i finanziamenti insufficienti, le condizioni degli edifici scolastici e la mancanza di insegnanti e altro personale, soprattutto nelle aree meno abbienti. Una parte degli studenti chiede anche di modificare il sistema di accesso all’università, ritenuto troppo complicato e penalizzante. L’assenza di risposte ritenute adeguate da parte dell’esecutivo ha allargato la protesta al caro vita, mentre si avvicinano le elezioni presidenziali del prossimo anno.
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