Papa Leone XIV, operazione al polmone: cosa succede ora in Vaticano
Il Pontefice è stato ricoverato al Gemelli per rimuovere un nodulo circoscritto individuato in fase iniziale: previsto uno stop alle udienze fino al 20 ottobre.
Durante il ricovero al Policlinico Gemelli, Papa Leone XIV continuerà a esercitare integralmente le sue funzioni. Il diritto canonico non stabilisce infatti la nomina di un sostituto quando il Pontefice è sottoposto a un intervento o attraversa un periodo temporaneo di indisponibilità.
Il Papa è arrivato oggi, 12 ottobre, nell’ospedale romano, dove sarà operato nelle prossime ore per l’asportazione di un nodulo polmonare definito circoscritto. Ad accoglierlo hanno trovato spazio fedeli, pazienti e personale sanitario.
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L’intervento e il ricovero al Gemelli
L’operazione sarà condotta dall’équipe guidata da Stefano Margaritora, responsabile della Chirurgia toracica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. Il medico è anche ordinario di Chirurgia toracica, dirige la relativa scuola di specializzazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma ed è specializzato in procedure mininvasive, comprese la toracoscopia uniportale e la chirurgia robotica.
La degenza dovrebbe protrarsi per circa una settimana. Papa Leone occuperà una stanza al decimo piano, nel reparto destinato ai pazienti solventi; non sarà però la stessa utilizzata da Papa Francesco, perché quell’area è interessata da lavori di ristrutturazione.
Udienze sospese fino al 20 ottobre
Il ricovero ha comportato una revisione degli impegni ufficiali del Pontefice. La Prefettura della Casa Pontificia ha comunicato la cancellazione di tutte le udienze in programma fino a martedì 20 ottobre.
Nel frattempo, la Curia romana continuerà a gestire le attività ordinarie. L’assenza temporanea del Papa non modifica la guida della Chiesa cattolica né richiede l’istituzione di una reggenza.
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La fiducia di Parolin
Il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha riferito di aver visto il Pontefice il giorno precedente e di averlo trovato sereno. A margine di un convegno dedicato a Papa Luciani, ha spiegato: «Nessuno se lo aspettava, queste cose prese in tempo si risolvono». Parolin ha comunque ammesso la propria preoccupazione, sottolineando che il nodulo è stato individuato rapidamente e che il Papa è seguito con affetto e sostegno da tutta la comunità cattolica.
La notizia dell’intervento era stata anticipata dallo stesso Leone XIV al termine dell’Angelus di domenica. Il Pontefice aveva spiegato che gli esami avevano evidenziato una lesione ben localizzata e che, sulla base delle indicazioni dei medici, aveva scelto di procedere con l’operazione.
Cosa indica un nodulo polmonare
Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica, ha chiarito che la presenza di un nodulo non equivale automaticamente alla diagnosi di un tumore maligno. Queste formazioni possono essere scoperte casualmente durante esami svolti per altri motivi, come una Tac effettuata dopo un’infiammazione o una bronchite.
La decisione di intervenire dipende da elementi diversi: dimensioni, caratteristiche osservate nelle immagini, eventuale crescita nel tempo e condizioni generali del paziente. Le formazioni più piccole possono essere controllate con esami periodici, mentre in altri casi si ricorre a ulteriori accertamenti, inclusa la biopsia.
Secondo Di Maio, il fatto che l’operazione sia già stata fissata suggerisce che i medici dispongano di informazioni emerse dai controlli, ma non consente di formulare conclusioni senza conoscere i dati clinici completi. Quando una patologia polmonare viene riconosciuta in fase iniziale, la chirurgia può rappresentare il trattamento principale e, in determinate situazioni, può essere sufficiente da sola, con successivi controlli.
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