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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Papa Leone, l’operazione è oggi: una settimana di ricovero e udienze sospese

Il Pontefice è stato accolto al Gemelli per la rimozione di un nodulo polmonare circoscritto scoperto durante controlli di routine.

Per Papa Leone XIV si apre una pausa dagli impegni pubblici: il Pontefice è stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma e sarà sottoposto oggi all’intervento per rimuovere un nodulo al polmone. Le udienze sono state annullate fino a martedì 20 ottobre, mentre la degenza prevista è di circa una settimana.

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Una settimana lontano dagli impegni

Il ricovero è avvenuto dopo che il nodulo, descritto come circoscritto e localizzato, è stato individuato durante un controllo medico ordinario. Il Papa aveva informato i fedeli della situazione domenica scorsa, spiegando che i medici avevano consigliato di procedere chirurgicamente.

«Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato», aveva dichiarato Leone XIV dopo l’Angelus. Il portavoce vaticano Matteo Bruni aveva poi precisato che l’intervento sarebbe stato eseguito nei primi giorni della settimana e che il recupero in ospedale avrebbe richiesto all’incirca sette giorni.

Il Pontefice alloggerà al decimo piano, nel reparto riservato ai pazienti solventi. La stanza non sarà quella utilizzata da Papa Francesco: secondo quanto riferito da fonti vaticane, gli ambienti precedentemente destinati al suo predecessore sono interessati da lavori di ristrutturazione.


Margaritora guiderà l’équipe chirurgica

A occuparsi dell’operazione dovrebbe essere la squadra coordinata da Stefano Margaritora, responsabile dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. Il medico è professore ordinario di Chirurgia toracica e dirige anche la scuola di specializzazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Margaritora è inoltre specializzato nelle procedure meno invasive, tra cui la toracoscopia uniportale e la chirurgia robotica. All’arrivo in ospedale, il Papa è stato salutato da fedeli, personale sanitario e alcuni pazienti della struttura.

A margine di un incontro alla Gregoriana dedicato a Papa Luciani, il cardinale Pietro Parolin ha riferito di aver visto il Pontefice sereno. «Nessuno se lo aspettava, queste cose prese in tempo si risolvono», ha detto il segretario di Stato vaticano, aggiungendo che Leone XIV è sostenuto dalla preghiera e dall’affetto di molti.

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La Chiesa continuerà a funzionare

Il periodo di convalescenza non comporterà la nomina di un sostituto. Il diritto canonico non prevede infatti una figura incaricata di rimpiazzare temporaneamente il Papa durante un intervento o in caso di indisponibilità momentanea.

Nel frattempo, gli organismi della Curia romana continueranno a gestire le attività ordinarie. Leone XIV manterrà quindi la piena autorità sulla Chiesa cattolica anche durante il ricovero, pur sospendendo gli appuntamenti fissati nell’agenda pontificia.


Il significato di un nodulo polmonare

La scoperta di una formazione al polmone non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore maligno. Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica, ha spiegato che la natura del nodulo dipende da vari elementi: dimensioni, aspetto rilevato dagli esami, eventuale crescita nel tempo e condizioni generali del paziente.

Queste alterazioni vengono spesso individuate casualmente durante accertamenti svolti per altri motivi, come un’infiammazione o una bronchite. Una tomografia computerizzata del torace può evidenziare un’area anomala che in precedenza non era stata rilevata.

Non tutti i noduli richiedono un intervento immediato. Quando la formazione è molto piccola, può essere sufficiente controllarla periodicamente; se invece raggiunge dimensioni maggiori o presenta caratteristiche sospette, i medici possono prescrivere ulteriori verifiche, compresa una biopsia.

Di Maio ha sottolineato che le informazioni diffuse dal Vaticano non consentono di trarre conclusioni cliniche precise. Il fatto che l’operazione sia già stata programmata potrebbe indicare che gli esami abbiano fornito elementi utili, ma soltanto il quadro medico completo permetterà di stabilire il trattamento più adatto. Nei casi diagnosticati in fase iniziale, la chirurgia può comunque rappresentare una soluzione decisiva e, in alcune situazioni, essere seguita soltanto da controlli nel tempo.

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