80notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Palermo, un libro ricorda l’impegno civile di Giorgio Chinnici

Il volume curato da Francesco Lepore riunisce scritti, discorsi e testimonianze sulla sua esperienza civile e scientifica.

Il volume dedicato a Giorgio Chinnici ricostruisce il percorso di uno studioso impegnato nella vita pubblica e nella rinascita di Palermo.

Offerta del giorno30 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 62 giorni
*********


Il libro e i suoi autori

“Giorgio Chinnici, il rigore e la gentilezza”, curato da Francesco Lepore per Navarra, raccoglie saggi, interventi e ricordi legati alla sua figura. Tra i contributi compaiono quelli di Roberto Centaro, Salvatore Costantino, Giovanni Fiandaca, Giuseppe Grassonelli, Rosolino Martorana, Sergio Mazzola, Francesco Miceli, Maurizio Milone, Claudia Mirto, Leoluca Orlando, Silvana Polizzi, Elisa Romano, Marco Romano, Isaia Sales, Umberto Santino e Lidia Tilotta.

Il testo comprende anche la testimonianza delle figlie Valentina, oggi deputata dell’Assemblea regionale siciliana, Antonella, Daniela e Giusi. Il loro ricordo accompagna l’introduzione del curatore e restituisce il profilo privato di un uomo la cui attività scientifica e politica rimase strettamente intrecciata alle relazioni personali.


L’impegno dopo le stragi

La pubblicazione colloca la vicenda di Chinnici nella Palermo degli anni successivi alle stragi del 1992. Quel periodo, segnato dagli attentati del 23 maggio e del 19 luglio, viene ricordato come una fase di reazione civile alla violenza mafiosa, alla quale parteciparono amministratori, magistrati e intellettuali.

Accanto a Leoluca Orlando, Antonino Caponnetto e Alessandra Siragusa, Chinnici contribuì a quella stagione da criminologo prestato alle istituzioni. Le figlie ricordano il suo servizio pubblico come fondato su rigore, attenzione e senso del dovere, senza separare la ricerca sulla società dalla responsabilità politica.


La ricerca tra dati e persone

Nei suoi studi criminologici, l’analisi statistica era affiancata da strumenti sociologici, antropologici e psicologici. Chinnici affrontò tra i primi in Italia temi come il bullismo, la violenza contro le donne e i fenomeni migratori; già quarant’anni fa aveva studiato la convivenza tra siciliani e tunisini a Mazara del Vallo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La sua attività accademica coinvolse anche la famiglia. Le figlie lo accompagnavano durante i periodi trascorsi a Favignana per una ricerca nel carcere dell’isola e nei viaggi in Emilia-Romagna, dove presiedeva commissioni per gli esami di maturità. Preparava con grande accuratezza lezioni e conferenze, dedicando particolare cura alla scelta delle parole.


La casa, gli affetti e Palermo

La moglie Nora, insegnante, lo aiutava a rendere più chiari i passaggi più complessi. I due si erano fidanzati a 13 anni e si erano sposati nel 1964; dopo la perdita del primo figlio, avvenuta due giorni dopo la nascita, ebbero quattro figlie e in seguito otto nipoti.

La loro casa accoglieva persone molto diverse: prefetti, questori, magistrati come Rocco Chinnici e Paolo Borsellino, ma anche detenuti, donne in difficoltà e studenti del quartiere Guadagna, dove Giorgio Chinnici aveva ricoperto l’incarico di segretario della sezione locale del PCI.

Amava la convivialità, l’ironia e le lunghe conversazioni, ma cercava anche momenti appartati per studiare. A Pianetto si dedicava agli ulivi e al lavoro nei campi, che considerava un’inesauribile «riserva di significati».

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere