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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Pakistan-Ue, la sfida è doppia: fermare i trafficanti e creare vie legali

A Islamabad Sharif e Brunner rilanciano la cooperazione su migrazione, contrasto alla tratta e mobilità professionale tra Pakistan ed Europa.

Il Pakistan e l’Unione europea provano a conciliare il contrasto ai flussi irregolari con l’apertura di percorsi di ingresso regolamentati. È questo il punto centrale del confronto svolto a Islamabad tra il primo ministro Shehbaz Sharif e il commissario europeo Magnus Brunner.

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Più spazio alla mobilità regolare

Nel colloquio, Sharif ha sostenuto che la lotta contro i viaggi clandestini non può essere separata dalla creazione di alternative sicure. Secondo il premier, percorsi legali destinati a lavoratori qualificati e professionisti pakistani potrebbero aiutare i Paesi europei a coprire parte del fabbisogno occupazionale.

L’ampliamento di queste opportunità, ha spiegato Sharif, ridurrebbe anche l’esposizione dei migranti alle organizzazioni criminali. Il governo pakistano punta quindi a collegare il contrasto al traffico di persone con una mobilità ordinata e utile a entrambe le parti.


Islamabad rafforza il fronte comune

Il Pakistan ha ribadito la volontà di consolidare i rapporti con l’Ue e ha illustrato le iniziative avviate contro la migrazione irregolare, il traffico di migranti e la tratta di esseri umani. Tra gli strumenti indicati figurano modifiche legislative, maggiore capacità delle istituzioni, attività delle forze dell’ordine e collaborazione con altri Paesi.

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Brunner, alla sua prima visita in Pakistan, ha giudicato positivamente l’impegno mostrato da Islamabad. Il commissario europeo ha espresso fiducia nel fatto che la cooperazione possa favorire nuovi canali di migrazione regolare e una circolazione dei lavoratori vantaggiosa per Pakistan ed Europa.


Il piano comune resta la cornice

Il confronto si è svolto nel quadro del Piano di impegno strategico Pakistan-Ue, approvato nel 2019. Il documento comprende otto aree di collaborazione, tra cui figurano proprio migrazione e mobilità.

L’incontro ha dunque collegato gli interventi contro i circuiti illegali alla prospettiva di una gestione più strutturata degli spostamenti. Per Islamabad e Bruxelles, il tema migratorio diventa così uno dei terreni principali per rilanciare il partenariato strategico.

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