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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Otto Paesi Ue uniscono risorse per l’Ai nell’istruzione

Il consorzio promosso dai Paesi Bassi resterà aperto ad altri Stati membri e svilupperà servizi digitali comuni

Otto Stati membri dell’Unione europea hanno creato un consorzio per portare l’intelligenza artificiale e altre tecnologie digitali nei sistemi di istruzione e formazione.

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Insegnanti al centro delle scelte

La Commissione europea chiede che l’impiego dell’intelligenza artificiale rafforzi, senza sostituirla, l’autonomia e la valutazione professionale dei docenti. Gli strumenti digitali, secondo l’indirizzo indicato dall’istituzione, non dovranno prendere il posto del rapporto umano né delle decisioni pedagogiche.

È previsto anche un coinvolgimento più diretto del personale scolastico. I rappresentanti degli insegnanti e le parti sociali saranno invitati due volte l’anno agli incontri del gruppo di alto livello dell’Ue, con la possibilità di contribuire alla definizione delle politiche.


Carenza di docenti e nuova rete

Il pacchetto presentato dalla Commissione affronta anche le difficoltà nel reclutamento. Il 40% degli studenti frequenta scuole alle prese con una mancanza di insegnanti; tra i docenti, il 40% ha più di 50 anni, mentre soltanto l’8% ne ha meno di 30.

Dal 2027 una rete europea collegherà i servizi nazionali e regionali per aiutare gli istituti nella gestione, nel benessere del personale, nella preparazione digitale e nell’uso dell’intelligenza artificiale. Il sostegno riguarderà inoltre i rapporti con le famiglie e la formazione dei dirigenti scolastici.


Il consorzio tra otto Stati

L’iniziativa, annunciata dalla Commissione europea, è stata promossa dai Paesi Bassi. Al progetto partecipano come fondatori anche Belgio, Francia, Spagna, Grecia, Croazia, Slovenia e Finlandia.

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La struttura, denominata Edu-Edic, rimarrà disponibile per l’ingresso di altri Paesi dell’Unione. L’obiettivo è condividere risorse, conoscenze e infrastrutture, così da realizzare capacità digitali difficili da sostenere separatamente a livello nazionale.


Servizi comuni e alfabetizzazione

La cooperazione punta a limitare la dipendenza dell’Europa dai fornitori esterni, a tutelare maggiormente i dati degli studenti e a costruire strumenti digitali affidabili. Tra i progetti previsti figurano servizi progressivamente basati sul cloud e sull’intelligenza artificiale, sviluppati con il contributo di imprese tecnologiche europee.

Gli Stati partecipanti puntano inoltre a ridurre i costi grazie agli acquisti comuni e a ottenere condizioni migliori negli appalti pubblici. Il pacchetto comprende anche una sperimentazione prevista dall’anno scolastico 2027-2028: un certificato europeo di alfabetizzazione all’intelligenza artificiale per gli studenti di 15 anni.

Nel 2027 dovrebbe arrivare anche una carta europea destinata a scuole e famiglie, con indicazioni pratiche per gestire il tempo trascorso davanti agli schermi. Le raccomandazioni riguarderanno anche la consapevolezza dei rischi digitali, tra cui dipendenza e manipolazione.

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