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Attualità 2 min di lettura22 min fa

Orsini dopo l’incontro con Meloni: industria ed energia

Il presidente di Confindustria valuta positivo il confronto e chiede all’Unione europea più interventi sul costo dell’energia

Emanuele Orsini ha incontrato Giorgia Meloni a Palazzo Chigi per discutere di industria, bilancio ed energia. Il presidente di Confindustria ha definito costruttivo il confronto con la presidente del Consiglio, avvenuto prima della firma di un accordo per sostenere le imprese italiane all’estero.

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Il nodo del costo energetico

Orsini ha riferito che il governo sta lavorando a misure di sostegno per le aziende penalizzate dai prezzi dell’energia. «Sta lavorando», ha risposto il presidente di Confindustria quando gli è stato chiesto quale fosse stata la posizione di Meloni sul tema.

Secondo Orsini, il caro energia mette a rischio interi distretti produttivi. Il presidente dell’associazione ha inoltre sostenuto che l’industria contribuisce per l’83% al sistema di protezione sociale del Paese e ha chiesto responsabilità e una programmazione industriale di lungo periodo.


La richiesta sull’Europa

Nel corso dell’incontro si è parlato anche del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, indicato con l’acronimo Ets. Orsini ha accolto il sostegno offerto da Meloni in sede europea, ma ha spiegato che servono ulteriori interventi da parte dell’Unione.

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«Si è aperto uno spiraglio, Meloni ci ha dato un supporto in Consiglio europeo», ha dichiarato Orsini durante la presentazione dell’accordo con Intesa Sanpaolo. A suo giudizio, l’azione dell’Italia non è sufficiente se non sarà accompagnata da decisioni comuni a livello europeo.


L’accordo per i mercati esteri

L’intesa presentata da Confindustria e Intesa Sanpaolo coinvolge anche Simest, Sace e Ice. L’obiettivo è accompagnare le aziende, comprese le piccole e medie imprese, nei percorsi di internazionalizzazione e nell’ingresso nelle filiere globali.

Orsini ha osservato che i cambiamenti geopolitici hanno modificato gli equilibri del commercio internazionale. Per rafforzare la presenza italiana, ha indicato la necessità di partnership industriali con i Paesi emergenti, di strumenti operativi e di accordi commerciali capaci di trasformare le opportunità estere in investimenti, sviluppo e occupazione in Italia.

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