Orélien e il giallo dell’IA: «Il romanzo nasce dalle mie ferite
Dopo l’esclusione da Goncourt e Renaudot, l’autore canadese di origini haitiane respinge le accuse e ammette invece di aver copiato alcuni testi altrui.
Un mese dopo essere finito al centro delle polemiche, Thélyson Orélien ha deciso di rompere il silenzio sul suo romanzo d’esordio. L’autore sostiene che C’était ça ou mourir sia interamente frutto del suo lavoro, anche se non ha presentato documenti capaci di dimostrare quando e come il testo sia stato scritto.
Il libro, diventato un successo in Francia, era stato eliminato dalle candidature al Goncourt e al Renaudot dopo l’accusa di essere stato prodotto con l’intelligenza artificiale. Prima dello scandalo, Orélien aveva però conquistato il Prix du Roman Fnac, uno dei primi riconoscimenti della stagione letteraria.
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L’autore nega l’uso dell’intelligenza artificiale
La contestazione è partita da Balance ton Claude, gruppo che ha sottoposto il romanzo a un programma destinato a individuare eventuali testi generati dall’intelligenza artificiale. Secondo l’analisi, l’opera sarebbe stata scritta interamente da una macchina, una conclusione che ha avuto conseguenze immediate sul percorso del libro nei premi letterari.
Dopo settimane senza commenti pubblici, Orélien ha affidato la propria versione a un testo intitolato Ce roman que j’ai écrit. Ha riconosciuto di aver utilizzato alcuni strumenti per svolgere ricerche, ma ha respinto l’ipotesi che una macchina abbia composto il romanzo. «Nessuna frase è stata creata da una macchina», ha scritto, definendo l’accusa «una calunnia e un’eresia».
Una storia legata alla migrazione
Al centro di C’était ça ou mourir c’è un insegnante costretto a lasciare Haiti per sfuggire alle bande criminali e a ricominciare la propria vita in Canada. La trama mette quindi in relazione i due luoghi fondamentali nella biografia dello scrittore: il Paese in cui è nato e Montréal, dove si è trasferito.
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Orélien ha rivendicato soprattutto l’origine personale del racconto, sostenendo che la vicenda «viene dalle mie ferite e da quelle degli altri migranti». Nel suo resoconto, il lavoro sarebbe cominciato nel 2017 e una prima versione sarebbe stata completata nel 2019. Mancano tuttavia prove che confermino queste date o attestino l’effettiva elaborazione del manoscritto in quegli anni.
Il caso del plagio ammesso
Nella sua ricostruzione, lo scrittore ha anche riconosciuto una responsabilità distinta dall’accusa relativa all’intelligenza artificiale. Ha ammesso di aver ripreso e plagiato alcuni testi pubblicati anni prima da altri autori.
Orélien ha definito quel comportamento «inaccettabile» e lo ha collegato alla fretta di affermarsi e alla consapevolezza di avere ancora molto da imparare. Per questa parte della vicenda ha quindi presentato le proprie scuse, mentre continua a negare che il romanzo sia stato scritto da una macchina.
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