Onu, il potere che manca: perché il Palazzo di Vetro conta sempre meno
Tra veti, assenze clamorose e crisi di rappresentanza, le Nazioni Unite faticano a incidere in un ordine mondiale che non somiglia più a quello del 1945.
Le uscite di scena plateali all’Assemblea generale raccontano più di molti discorsi. Quando la delegazione cubana lascia l’aula dopo l’intervento di Donald Trump, o quando gli americani abbandonano la sala mentre parla Masoud Pezeshkian, il Palazzo di Vetro mostra tutta la sua fragilità simbolica. L’Onu resta indispensabile, ma appare sempre meno capace di pesare davvero.
Un mondo cambiato, istituzioni ferme
Il nodo di fondo è semplice: l’assetto delle Nazioni Unite continua a riflettere l’equilibrio del 1945. Nel Consiglio di sicurezza siedono in quindici, ma il potere reale si concentra nelle mani dei cinque membri permanenti — Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Regno Unito — grazie al diritto di veto.
In un contesto segnato da conflitti e fratture geopolitiche, questo meccanismo mostra tutti i suoi limiti. L’Ucraina, con la guerra scatenata dalla Russia, ha reso evidente quanto il diritto internazionale possa essere aggirato. E il secondo mandato di Trump alla Casa Bianca, con iniziative come il Board of Peace per Gaza, ha rafforzato l’idea di una diplomazia sempre più gestita in chiave nazionale e non collettiva.
La crisi di rappresentanza pesa più di tutto
Il problema non riguarda solo l’efficacia, ma anche la rappresentatività. L’Africa non dispone di un seggio permanente, e lo stesso vale per India, Brasile e per i Paesi del mondo arabo. Il risultato è un’organizzazione in cui tutti possono intervenire, ma pochi incidono davvero sulle decisioni finali.
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Da qui nasce l’idea, ormai diffusa, di un contenitore vuoto: non perché l’Onu sia inutile, ma perché è costruita per un pianeta che non esiste più. Una riforma profonda sarebbe necessaria, però nessuno sembra volerla affrontare fino in fondo.
Il multilateralismo in affanno
C’è poi un aspetto ancora più ampio, che va oltre la sola revisione delle regole. Le Nazioni Unite dovrebbero incarnare il multilateralismo, cioè la scelta di condividere sovranità, responsabilità e decisioni. Oggi però questo presupposto appare indebolito, quasi smarrito.
Le crisi che si moltiplicano in ogni area del mondo mostrano un sistema in cui prevale la logica dello scontro o dell’uscita di scena. Dentro il Palazzo di Vetro si alza la voce, oppure si abbandona la sala. Ma, nella sostanza, non cambia quasi nulla.
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