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Attualità 4 min di lettura15 ott

Olimpiadi 2026, il conto si allarga: biglietti, consulenze e 3,5 milioni contestati

La Corte dei conti esamina gli acquisti sostenuti da Simico e il pagamento aggiuntivo a Pizzarotti per la pista da bob di Cortina.

Matteo Salvini aveva rivendicato le Olimpiadi invernali 2026 come un risultato della Lega e delle amministrazioni regionali guidate dal partito. Ora, però, attorno alle opere e alle spese di Simico, la società incaricata di realizzare una parte delle infrastrutture, si stanno concentrando le verifiche della magistratura contabile.

Sul tavolo ci sono diverse voci: quasi un milione di euro per biglietti e pacchetti di ospitalità, 3,5 milioni riconosciuti a Impresa Pizzarotti per la pista da bob di Cortina, oltre a consulenze e rimborsi per centinaia di migliaia di euro. Il consiglio di amministrazione della società ha dovuto affrontare proprio questi dossier.

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Il premio alla pista resta nel mirino

La Procura regionale della Corte dei conti del Veneto sta verificando la legittimità dei 3,5 milioni versati a Pizzarotti, titolare dei lavori per la realizzazione dello Sliding Centre. L’appalto principale valeva 81,6 milioni di euro, mentre il costo complessivo dell’impianto era arrivato a 133 milioni.

Il pagamento è stato giustificato come premio per l’anticipo dei lavori. Il Codice degli appalti consente infatti una somma aggiuntiva quando un’opera viene completata prima della scadenza, calcolandola in base ai giorni guadagnati e al valore del contratto. Tuttavia, la disponibilità della pista per le competizioni non coincide necessariamente con la conclusione dell’intervento.

Pizzarotti aveva reso possibile la pre-omologazione in 13 mesi e il collaudo agonistico era arrivato nell’autunno 2025. Le gare olimpiche si sono svolte a febbraio 2026, ma la documentazione firmata il 12 ottobre da Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Simico, indica che l’intervento era ancora in fase avanzata di esecuzione. L’accesso all’impianto per allenamenti e competizioni doveva quindi rimanere compatibile con le attività ancora aperte.

Gli accertamenti dovranno stabilire se esistessero davvero i presupposti contrattuali per il premio. Nel frattempo, alla stessa impresa è stato affidato anche un incarico da 1 milione 617mila euro per manutenzione e gestione dell’impianto dopo il 21 novembre 2025, quando la struttura era passata alla Fondazione Milano Cortina in vista delle gare.


Biglietti e ospitalità, cifre da spiegare

L’altra verifica riguarda gli acquisti di titoli olimpici e servizi di accoglienza. La spesa complessiva di Simico sfiora il milione di euro al netto dell’Iva e supera 1 milione 100mila euro includendo l’imposta. La Corte dei conti vuole ricostruire sia le autorizzazioni sia i destinatari effettivi.

Una prima fornitura di 202 biglietti Premium Hospitality, acquistati da On Location, è costata 368mila euro, pari a circa 1.821 euro per titolo. A questa si sono aggiunti 100mila euro più Iva per un secondo acquisto e altri 500mila euro destinati a biglietti per “dignitari domestici” forniti dalla Fondazione Milano Cortina.

Una quota dei tagliandi sarebbe stata assegnata ai dipendenti, fino a quattro per persona, registrandola come welfare aziendale. Il valore medio oscillava tra 346 euro per ciascun biglietto della Fondazione e 1.274 euro per ogni pacchetto di ospitalità On Location. I vertici dovranno spiegare la base di questa scelta, che non risulta contemplata dagli accordi aziendali.

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I 188mila euro destinati al ministero

Tra i dati osservati con maggiore attenzione figurano circa 140 biglietti, per un valore di 188mila euro, consegnati al ministero guidato da Salvini. Gli organi contabili stanno cercando di risalire agli utilizzatori, nominativo per nominativo, per capire se l’assegnazione fosse giustificata.

Per gli inviti della Fondazione destinati a persone esterne a Simico il costo medio sarebbe stato di 537 euro. I 67 pacchetti On Location riservati a ospiti esterni hanno invece raggiunto una media di 2.621 euro, per un totale di circa 175mila euro.

Restano inoltre senza una destinazione chiara circa 160 biglietti, dal valore superiore a 100mila euro. A questi si sommano 441 titoli indicati come non assegnati, per complessivi 211mila euro: 342 della Fondazione, costati 59mila euro, e 99 pacchetti On Location, pari a 151mila euro.

Se venissero accertati omaggi privi di motivazione o acquisti rimasti inutilizzati, la Corte dei conti potrebbe chiedere il rimborso ai responsabili delle decisioni. Le richieste di chiarimento sono state inviate a Saldini e alla presidente Veronica Vecchi.


Consulenze e rimborsi sotto osservazione

Nel fascicolo rientrano anche gli incarichi professionali affidati all’esterno, nonostante Simico disponga di una struttura legale interna. Per i pareri giuridici sono stati spesi 279mila euro nel 2024 e 395mila nel 2025, per un totale biennale vicino a 675mila euro.

Le cosiddette consulenze varie, comprendenti attività di revisione interna, comunicazione, gestione dei social media, prodotti audiovisivi e rapporti con i mezzi d’informazione, hanno pesato per 238mila euro nel 2024 e 510mila nel 2025. Anche i rimborsi per trasferte e missioni hanno registrato un incremento, arrivando a 436mila euro nel 2025, circa 161mila in più rispetto all’anno precedente.


Il consiglio chiamato a rispondere

La vicenda è arrivata al consiglio di amministrazione di Simico in una riunione descritta come movimentata. Vecchi ha precisato per iscritto che l’organo collegiale non era stato coinvolto nella scelta di acquistare i biglietti, prendendo così le distanze dall’operazione.

Simico, società collegata al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, era stata istituita per costruire gli impianti sportivi e le opere destinate a restare sul territorio dopo i Giochi. Proprio la natura pubblica della struttura rende centrali, per gli accertamenti, la finalità delle spese, la loro autorizzazione e l’identità dei beneficiari.

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