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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Obbligazioni in calo, Scienza: «I conti deposito non bastano»

Il docente indica i buoni postali indicizzati, ma avverte: protezione dall’inflazione e rendimenti elevati non coincidono

L’aumento dei tassi ha fatto arretrare i prezzi di obbligazioni e fondi, soprattutto sulle scadenze più lunghe.

Beppe Scienza non ha però modificato il proprio portafoglio per le oscillazioni delle quotazioni. «No, ma non mi scompongo per gli sbalzi delle quotazioni. Ne ho viste di peggio coi tassi al 20% a inizio degli anni ’80 o con perdite medie sul 35% nel 2008», ha spiegato il docente.

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Sicurezza e rendimento

Secondo Scienza, il risparmiatore tende a cercare contemporaneamente emittenti affidabili, prezzi stabili, protezione dall’aumento dei prezzi e guadagni elevati. Obiettivi che, però, non sempre possono convivere.

Una possibilità indicata dal professore sono i buoni postali decennali legati all’inflazione. A condizione di conservarli per almeno 18 mesi, consentono di difendere il potere d’acquisto e possono essere riscattati senza una perdita sul capitale nominale. Il rendimento resta comunque inferiore a quello dei Btp indicizzati italiani e leggermente più basso rispetto ai Bund-ei tedeschi con scadenza 15-4-2033.


Il legame tra tassi e prezzi

Nel linguaggio finanziario, l’espressione “reddito fisso” riguarda strumenti le cui condizioni su interessi e rivalutazioni sono definite da un regolamento. La categoria comprende anche i Cct, benché le cedole possano essere aggiornate ogni sei mesi; le azioni seguono invece dividendi decisi dagli amministratori.

Anche un’obbligazione, quindi, può provocare una perdita. Le cause principali sono l’insolvenza dell’emittente, l’incremento dei tassi di mercato e l’inflazione. Il primo rischio oggi appare meno frequente, mentre gli altri due hanno inciso sui prezzi recenti: quando i tassi salgono, i titoli già emessi diventano meno convenienti, soprattutto se hanno una durata residua elevata.

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L’esempio dei Btp Valore

L’effetto può essere rilevante anche per strumenti appena collocati. Se i tassi dell’area euro aumentassero di un punto percentuale, i Btp Valore emessi a 100 potrebbero scendere a 95,3; per le obbligazioni più lunghe la diminuzione sarebbe ancora maggiore.

Il calo osservato negli ultimi mesi va letto alla luce del ritorno dei rendimenti dopo la lunga fase dei tassi zero. Proprio per questo molti risparmiatori si erano riavvicinati ai titoli di Stato e alle obbligazioni, mentre nei fondi comuni le variazioni risultano spesso più visibili.


I limiti dei conti deposito

I conti deposito con durata fino a un anno sono stati molto richiesti e spesso consigliati online. Per Scienza, tuttavia, non hanno garantito una tutela effettiva contro la perdita di potere d’acquisto.

Nell’ultimo anno, sostiene il docente, nessun conto deposito avrebbe compensato pienamente l’inflazione. Con un aumento dei prezzi pari al 4% a ottobre, un anno prima sarebbe servito un interesse del 5,7% per mantenere invariato il valore reale del denaro: nessuna offerta arrivava a quella soglia.

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