Nuovo QN, i giornalisti denunciano precariato e straordinari
La redazione segnala salari fermi, organici insufficienti e collaboratori pagati pochi euro per ciascun articolo
Il nuovo QN è arrivato in edicola il 5 novembre, ma l’esordio è stato accompagnato dalla protesta dei giornalisti. I rappresentanti sindacali denunciano straordinari non retribuiti, precarietà e compensi ridotti per i collaboratori.
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Le accuse della redazione
Il coordinamento dei Comitati di redazione sostiene che il rilancio sia stato possibile grazie al lavoro delle redazioni, senza che a questo impegno sia seguito un riconoscimento economico. “Ancora una volta una rivoluzione è stata fatta grazie all’impegno e alla qualità delle nostre redazioni e dei nostri giornalisti”, hanno scritto i rappresentanti, ricordando di aver collaborato ai nuovi progetti senza opporsi.
Secondo i Cdr, gli stipendi sono rimasti invariati da oltre dieci anni anche per il mancato rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti. Gli straordinari accumulati negli ultimi mesi non sarebbero stati pagati, mentre gli articoli affidati ai giornalisti con rapporto regolato dagli articoli 2 e 12 avrebbero compensi considerati insufficienti. Per i collaboratori, la retribuzione sarebbe spesso limitata a pochi euro per pezzo.
Disservizi e carenze di personale
Alla partenza della nuova edizione si sono aggiunti problemi tecnici. Il sistema editoriale ha subito diversi blocchi nelle sedi centrali e nelle redazioni provinciali, complicando il lavoro proprio durante il debutto del nuovo prodotto.
I rappresentanti dei giornalisti segnalano anche turni e orari non ancora definiti, oltre all’introduzione della nuova grafica senza adeguati numeri zero, manuali operativi e formazione. Le difficoltà avrebbero aumentato il carico di lavoro su organici ritenuti già insufficienti, soprattutto nelle strutture dedicate alla preparazione delle pagine.
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Su circa 260 giornalisti assunti con contratto subordinato, una cinquantina si troverebbe ancora in condizioni di precarietà. Alcuni, secondo i Cdr, attendono da anni una soluzione. Senza risposte definitive restano inoltre i giornalisti che avrebbero dovuto accedere al prepensionamento e che non conoscono ancora il proprio futuro professionale.
Le richieste alla proprietà
Leonardo Maria Del Vecchio, attraverso LMDV Capital, ha rilevato a maggio l’80% di Editoriale Nazionale. Tra gli obiettivi indicati per l’operazione figuravano investimenti nell’innovazione, il rafforzamento della qualità editoriale e la valorizzazione delle persone.
I comitati affermano di aver chiesto segnali concreti prima del debutto del nuovo QN, senza riceverli. Contestano inoltre la rappresentazione pubblica di alcune situazioni interne e chiedono che le risorse non siano concentrate soltanto sulle posizioni apicali e sulle cosiddette “firme prestigiose”.
“Chiediamo che finalmente ci sia un riconoscimento concreto del nostro impegno”, scrivono i rappresentanti. A loro giudizio, l’edizione in edicola e quella online sono state realizzate anche grazie alla disponibilità di una redazione segnata da anni di sacrifici e riduzioni degli organici.
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