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Attualità 2 min di lettura5 ore fa

Nunni Miolli: cent’anni, il femminismo e quella notte alla radio

Scomparsa nella sua casa di Spoleto, aveva partecipato alle battaglie femministe degli anni Settanta e portava ancora il segno dell’assalto neofascista del 1979.

Annunziata «Nunni» Miolli è morta a 100 anni nella sua abitazione di Spoleto. La sua storia attraversa una stagione decisiva del femminismo italiano e uno degli episodi più drammatici della violenza politica: l’irruzione dei Nuclei Armati Rivoluzionari negli studi di Radio Città Futura, a Roma, il 9 gennaio 1979.

Miolli si trovava in onda durante Radio Donna, la trasmissione realizzata dal collettivo delle casalinghe. Quel programma avrebbe dovuto dare spazio a temi spesso confinati nella dimensione privata, ma fu interrotto dall’attacco di un commando neofascista. Le fiamme e gli spari ferirono cinque donne, tra cui Miolli.


Una radio dentro la vita quotidiana

Il progetto delle casalinghe non si limitava a discutere le principali rivendicazioni politiche del movimento. La sua forza consisteva nel collegare il femminismo alle esperienze di ogni giorno, trasformando la radio in uno spazio per parlare di cucina, figli, spesa e rapporti familiari.

Nel programma trovavano posto anche questioni allora considerate difficili da affrontare pubblicamente, come l’aborto e la violenza contro le donne. Proprio questo legame tra impegno collettivo e vita ordinaria restituisce il profilo di Miolli e il significato della sua partecipazione a quella esperienza.


La ferita di Radio Città Futura

L’assalto del 1979 segnò in modo indelebile la storia della radio e delle persone presenti negli studi. Il gruppo armato fece irruzione mentre la trasmissione era in corso: le donne furono raggiunte dagli spari e alcune rimasero ferite anche a causa dell’incendio appiccato nei locali.

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Miolli fu tra le sopravvissute a quell’aggressione. La sua vicenda è stata poi inserita nella memoria della violenza politica degli anni Settanta, insieme a quella di altre persone comuni coinvolte in quegli anni.


Il racconto nel documentario

La sua testimonianza compare anche in «1974-1979. Le nostre ferite», documentario diretto da Monica Repetto e presentato al Torino Film Festival nel 2020. L’opera raccoglie le voci di chi si trovò coinvolto, spesso senza essere protagonista della vita politica, negli episodi di violenza che attraversarono il Paese.

Attraverso quel racconto, la figura di Miolli resta legata sia alle battaglie femministe sia alla memoria dell’attacco a Radio Città Futura. Una doppia dimensione che accompagna la sua storia fino alla morte, avvenuta a un secolo di vita nella casa di Spoleto.

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