Noboa all’Onu: tre mosse contro le reti criminali globali
Dal palco di New York il presidente dell’Ecuador ha chiesto strumenti comuni per fermare droga, tratta, riciclaggio e miniere illegali.
Daniel Noboa ha portato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite un messaggio molto netto: la criminalità organizzata attraversa i confini con una rapidità che gli Stati, da soli, non riescono a contrastare. Per il presidente ecuadoriano serve quindi una risposta condivisa, capace di colpire strutture e flussi economici su scala internazionale.
A New York, Noboa ha sostenuto che le reti illegali si coordinano già meglio dei governi. Da qui il suo appello a un’azione comune di esecutivi, forze dell’ordine, procure e organismi multilaterali, contro un fenomeno che coinvolge traffici di droga, tratta di esseri umani, riciclaggio di denaro e attività minerarie clandestine.
La richiesta di una risposta comune
Nel suo intervento, il capo dello Stato ha definito inaccettabile che i gruppi criminali sappiano collaborare oltre frontiera mentre i Paesi restano fermi su strategie separate. Ha ricordato che questi network operano come sistemi già globalizzati, e che per questo la reazione deve essere anticipata, non soltanto repressiva dopo i fatti.
Tra i passaggi più diretti del discorso c’è stato l’avvertimento che nessun Paese può battere da solo un avversario che non rispetta alcun limite geografico. L’idea di fondo, secondo Noboa, è che la cooperazione internazionale debba diventare strutturale e non episodica.
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Le tre proposte presentate a New York
Per tradurre l’appello in misure concrete, Noboa ha indicato tre linee di intervento. La prima prevede un meccanismo internazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite per rintracciare e bloccare i flussi finanziari illegali collegati alla criminalità organizzata.
La seconda punta a una piattaforma stabile di scambio tra forze dell’ordine, procure e unità di informazione finanziaria, così da accelerare la circolazione dei dati utili alle indagini. La terza riguarda l’inserimento della criminalità organizzata transnazionale tra le priorità di UN80, il piano di riforma globale avviato nel marzo 2025 da António Guterres per modernizzare l’Onu in vista del suo ottantesimo anniversario.
Noboa ha legato la sua proposta anche al tema della prevenzione dei conflitti, sostenendo che questa forma di criminalità debba entrare nel perimetro delle nuove priorità dell’organizzazione internazionale. L’obiettivo, nelle sue intenzioni, è impedire che le reti mafiose continuino a muoversi più velocemente delle istituzioni chiamate a fermarle.
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