Netanyahu sotto pressione: coalizione ampia per uscire dallo stallo
Opposizione verso un’intesa sulla presidenza della Knesset, mentre il Likud denuncia l’attacco alle liste arabe.
A Gerusalemme prende forma un’ipotesi di coalizione ampia per superare lo stallo politico e mettere in discussione la leadership di Benjamin Netanyahu. I partiti del blocco del cambiamento avrebbero già concordato il nome del prossimo presidente della Knesset, anche se il candidato non è stato ancora reso pubblico.
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Accordo sull’agenda parlamentare
La presidenza del Parlamento israeliano ha un peso decisivo: chi la occupa stabilisce infatti l’ordine dei lavori e le priorità dell’assemblea. Finora l’incarico era rimasto nelle mani del Likud, il partito di Netanyahu.
L’intesa riferita dalla stampa israeliana rappresenterebbe quindi un primo coordinamento tra le forze contrarie al premier. Il nome del possibile successore non è stato ufficializzato, ma l’accordo viene considerato un segnale della volontà di uscire dalla paralisi che ha frenato l’opposizione.
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Il confronto sulle liste arabe
Nel frattempo, il fronte vicino al premier ha intensificato gli attacchi contro le liste arabe. Netanyahu avrebbe affidato al figlio il compito di contestarle, definendole «pericolose come l’Iran».
La partita politica coinvolge anche gli appelli arrivati dagli Stati Uniti, orientati a preservare la posizione di Netanyahu. Eisenkot, tuttavia, non avrebbe seguito le pressioni americane e continua a mantenere una posizione autonoma rispetto all’ipotesi di un accordo più ampio.
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