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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Partito liberaldemocratico, Marattin sotto pressione sulle alleanze

La direzione del 3 novembre discuterà alleanze, polo autonomo e possibile rottura interna al partito

Il Partito liberaldemocratico si prepara a discutere la linea del segretario Luigi Marattin. La direzione nazionale è convocata per il 3 novembre e il confronto potrebbe mettere a rischio l’unità del movimento.

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Il voto sulla linea politica

La riunione sarebbe stata richiesta da un gruppo di dirigenti secondo le procedure previste dallo statuto. A spingere per il confronto sarebbe soprattutto Andrea Marcucci, presidente del partito ed ex capogruppo del Pd al Senato.

Al centro del dibattito ci sarà l’apertura di Marattin a possibili intese con il centrodestra guidato da Giorgia Meloni. Una parte dei dirigenti vorrebbe confermare invece il progetto di un’area centrista indipendente sia dalla destra sia dalla sinistra. Sul tavolo potrebbe arrivare anche un documento per ribadire questa impostazione.


Le ipotesi con Forza Italia

Le parole del segretario al Foglio, il 16 ottobre, hanno alimentato i dubbi interni. Rispondendo alla possibilità di un accordo con il centrodestra, Marattin aveva detto: «Se son rose fioriranno», indicando però come condizione la distanza da Roberto Vannacci.

Da allora sono circolate due ipotesi: un ingresso del segretario nelle liste di Forza Italia oppure la costruzione di una lista centrista collegata alla maggioranza. In quest’ultimo caso potrebbe entrare in gioco Cateno De Luca, con cui Marattin ha partecipato il 27 ottobre a una convention romana di Sud chiama Nord e dei Sindaci d’Italia.

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Il polo autonomo e le tensioni

Le due prospettive non convincono diversi esponenti del partito, nato anche dall’esperienza di dirigenti provenienti dal Pd e da Italia Viva. Le perplessità, secondo quanto riferito, riguarderebbero non soltanto l’area vicina a Marcucci, ma anche alcuni dirigenti considerati vicini al segretario.

Marcucci punta a proseguire il dialogo con Carlo Calenda e Pina Picierno, attesi a Bologna il 7 novembre per un appuntamento di Europeisti.eu. Il fondatore Piercamillo Falasca ha riferito che Marattin aveva inizialmente accettato di partecipare, salvo rinunciare alla vigilia dell’intervista al Foglio.

Il presidente del partito ha contestato pubblicamente l’ipotesi di un’intesa con il centrodestra, sostenendo che «un polo alternativo alla destra e alla sinistra è un orizzonte che dobbiamo a tanti elettori». Un eventuale cambio di indirizzo, ha aggiunto, dovrebbe passare da direzione, assemblea, statuto e congresso. Se il confronto del 3 novembre non produrrà una mediazione, la frattura interna potrebbe trasformarsi in una scissione.

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