Netanyahu resta al centro dopo il voto israeliano
Il premier ha spostato consensi da Smotrich e Ben Gvir, usando la paura durante la campagna elettorale.
Il voto israeliano ha lasciato Benjamin Netanyahu al centro della scena politica e con la possibilità di restare alla guida del governo. Il premier ha contenuto la perdita di consenso facendo leva sui timori legati all’affluenza araba e alla sinistra.
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La campagna costruita sulla paura
Nelle ultime ore prima della chiusura dei seggi, Netanyahu ha insistito sulla partecipazione degli elettori arabi. «È un momento decisivo. L’affluenza degli arabi è altissima», ha detto mentre le urne erano ancora aperte.
In precedenza aveva collegato un’eventuale vittoria della sinistra a una possibile intesa con l’Islam radicale, richiamando un tema già utilizzato più volte nella sua lunga carriera politica. Il messaggio puntava a mobilitare il suo elettorato e a condizionare quello dell’area conservatrice.
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Consensi sottratti agli alleati
Secondo la lettura del risultato, la strategia ha permesso al premier di recuperare voti ai partiti di destra guidati da Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir. Il loro arretramento ha limitato il ridimensionamento di Netanyahu, che è rimasto il principale punto di riferimento del blocco di destra.
Non è possibile stabilire quanto abbiano inciso direttamente le sue dichiarazioni sull’esito delle urne. Il dato politico, però, è che il premier conserva un ruolo centrale nelle trattative e non vede ostacoli immediati alla permanenza al governo.
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