Iran, Trump e Netanyahu preparano un nuovo attacco
I Paesi del Golfo hanno ricevuto l’avvertimento; Washington attenderà il voto di metà mandato del 3 novembre.
Donald Trump e Benjamin Netanyahu stanno preparando una nuova offensiva contro l’Iran. L’operazione dovrebbe essere condotta congiuntamente da Stati Uniti e Israele.
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Il sostegno americano a Israele
Nonostante i contrasti tra i due leader, Washington non ha interrotto l’appoggio politico e militare a Israele. Durante i mesi di guerra, Netanyahu ha ordinato alle forze israeliane di colpire la Striscia di Gaza con l’obiettivo dichiarato di eliminare i miliziani di Hamas: secondo il bilancio riportato, i palestinesi uccisi sono almeno 74mila.
L’amministrazione statunitense ha inoltre lasciato ampio margine d’azione a Israele in Libano, Siria e Cisgiordania, mentre portava avanti iniziative presentate come strumenti per la pace. Trump ha anche attribuito al proprio sostegno una parte della rimonta ottenuta dal Likud, parlando di un risultato che non si aspettava: «Il mio sostegno ha portato a un’insperata rimonta».
I rapporti personali tra il presidente americano e il premier israeliano hanno comunque attraversato fasi tese. Trump ha riferito di almeno due conversazioni particolarmente dure, nelle quali avrebbe contestato a Netanyahu gli attacchi contro i civili e le interferenze nei negoziati per la pace in Medio Oriente.
Il precedente contro Teheran
Un primo attacco era stato concordato dai due governi il 28 febbraio, otto mesi fa. In quell’occasione Trump aveva scelto di non seguire le cautele espresse dai consiglieri e dai vertici del Pentagono, convinto dalle rassicurazioni di Netanyahu sulla possibilità di chiudere rapidamente l’operazione.
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Il premier israeliano aveva prospettato una campagna di alcune settimane per «annientare» il programma nucleare iraniano e rovesciare gli ayatollah. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, durante una telefonata aveva anche sostenuto l’opportunità di colpire immediatamente i vertici iraniani riuniti a Teheran.
L’attesa per le elezioni Usa
Per la nuova iniziativa militare, Trump avrebbe deciso di aspettare il voto di metà mandato del 3 novembre. Netanyahu, invece, avrebbe spinto per un intervento già all’inizio di ottobre.
I Paesi del Golfo sono stati avvertiti della possibilità di un attacco imminente. In un comizio elettorale della scorsa settimana, Trump ha lasciato intendere che i preparativi fossero già avanzati, definendo l’eventuale operazione «un’altra piccola Epic Fury».
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